Fissando l’attimo twittero: Gianni Riotta ricorda i cristiani perseguitati e martirizzati

Un fugace attimo nel timeline di uno degli italiani più seguiti ed amati in Twitter o una occasione per fermarsi a riflettere un poco tutti?
Poche ore fa Gianni Riotta ha segnalato nel suo Twitter un libro-reportage di Francesca Paci sui cristiani perseguitati nel mondo.
https://twitter.com/#!/riotta/status/52436718703476736
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16 interviste a partire dall’ospitalità brasiliana della comunità di Villaregia

Sedici interviste registrate in ambiti diversi (dalla favela al santuario, dal terreno occupato al lebbrosario, dal tempio della setta religiosa al centro di accoglienza…) sono state raccolte da don Massimo Pavanello durante la sua recente visita alla Comunità di Villaregia a Belo Horizonte.
Edoardo Raspelli nella sua prefazione lo definisce “un racconto di esperienze, di drammi, di tragedie, di affetti, di passioni, di sacrifici e di eroismi raccontate dai protagonisti (o dalle vittime) che hanno aperto il cuore e la porta di casa” .
Il prodotto finito è un libro: Formaggio e caffè, l’ospitalità a Belo Horizonte, Marna, 2011, pp 112 euro 10.
Maggiori informazioni in http://massimopavanello.blogspot.com/2011/03/formaggio-e-caffe-lospitalita-belo.html

Il sacerdote giardiniere che coltiva il ricordo dei martiri a Tibhirine

Aprire ancora il grande cancello del monastero di Tibhirine quando qualcuno bussa alla porta è la risposta ai rapitori che hanno creato il terrore, rapito e assassinato i monaci: contro tutto e tutti, la gente continua a venire! E io non ho paura». Di professione Jean-Marie Lassausse, sacerdote francese della Mission de France, fa l’agronomo. Ma il campo evangelico che gli è stato assegnato dalla Chiesa è di quelli che sembrano impossibili da seminare. Dal 2001 si prende cura del monastero dei sette martiri di Tibhirine, rapiti da fanatici musulmani il 26 marzo 1996 e ritrovati sgozzati il 21 maggio di quello stesso anno.

Come vivere la missione in un paese dove non si può pronunciare pubblicamente il nome di Cristo per invitare a conoscerlo?

Vedi l’articolo completo:
http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-lassausse-il-seminatoredi-cristo-in-terra-algerina-1381.htm

L’Etiopia di Sergio e Lucia: la nostra esperienza a Guraghe

Sergio Pea e sua moglie Lucia, integranti del Gruppo Caritas Cassago Brianza ci fanno avere, secondo il loro consueto stile, un resoconto organico del loro viaggio missionario in Etiopia, di cui avevamo già pubblicato un estratto.

Quest’anno siamo andati in Etiopia.
La curiosità che ci aveva suscitato il racconto di monsignor Thomas Osman, attuale vescovo di Barentu’ in Eritrea, sulla regione del Guraghe in Etiopia, è stata la scintilla che ha motivato la nostra decisione di partire.
L’Etiopia, grazie alla sua storia millenaria, viene considerato il più antico stato africano e da noi viene spesso ricordato con il nome di Abissinia. Ha una estensione territoriale enorme più di 1.130.000 kmq. ed è abitato da più di 75 milioni di persone. Continua a leggere

Crescenzio Moretti: “Non ditemi: la missione è qui in Italia”

Resoconto di ritorno dalla missione in Colombia e Venezuela

di don Crescenzio Moretti

Abbiamo fatto un salto a La Paila (Colombia), la nostra parroccia di tanti anni fa. Ci attendevano. È stata una festa nel lungo peregrinare per le strade del paese, nella “fogata” (focherina), nella Messa con cui hanno voluto ricordare i miei 60 anni di sacerdozio. Abbiamo trovato un popolo gioioso che ricorda ed è cresciuto in tanti aspetti. Nessun dubbio, con la Grazia di Dio tante parole, tanti gesti di allora hanno lasciato il segno. Abbiamo goduto del fervore religioso incontrato, della liturgia calda e partecipata, del progresso sociale, la scuola e l’Istituto per lo sviluppo de La Paila che a suo tempo abbiamo fondato sono cresciuti e oggi danno lavoro a oltre trecento persone. Ci ha dato molta gioia l’incontro con vari figli dei nostri ragazzi di allora, figli belli, sereni, radicati nei valori su cui avevamo lavorato coi loro padri. La missione vale sempre la pena e lascia nel cuore una grande gioia.
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Il papa accompagna la Campagna di Fraternità quaresimale della chiesa brasiliana con un suo messaggio

Bisogna cambiare mentalità e atteggiamenti per una vera salvaguardia del creato: questo l’appello del Papa nel suo messaggio alla Chiesa cattolica in Brasile che oggi, in occasione dell’inizio della Quaresima, lancia l’annuale “Campagna della Fraternità”. L’evento di quest’anno si svolge sul tema “Fraternità e vita nel Pianeta” e riflette su un brano della Lettera di San Paolo ai Romani: “La Creazione geme nei dolori del parto”. Obiettivo della Campagna è di sensibilizzare sulle conseguenze del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici sulle popolazioni del Pianeta, in particolare sulle comunità più povere e vulnerabili.
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Le prime impressioni di un curato di campagna

Don Giambattista Inzoli, sacerdote fidei donum della diocesi di Milano è da pochi mesi arrivato in Perù per cominciare una nuova parrocchia in una zona di recente colonizzazione agricola. Le sue osservazioni, molto concrete ci avvicinano alla semplice e povera che sente la necessità di una evangelizzazione capillare.

Siamo al mese di marzo, stanno terminando le vacanze per i ragazzi che settimana prossima riprendono l’anno scolastico, non credo che molti abbiamo fatto vacanze in questo tempo andando in qualche luogo di villeggiatura. Hanno semplicemente approfittato delle serate in cui la gente riempiva le piccole strade per giocare a pallavolo o a calcio nei piccoli campi che si costruiscono nei puebli. Durante il giorno nelle ore piú calde non c’era molta gente in giro se non nei canali di irrigazione dove i ragazzi fanno il bagno, le mamme lavano e se qualcuno ha della spazzatura la butta con grande facilità. Questa stessa acqua viene utilizzata per i campi, per la casa e la maggioranza anche per far da mangiare.
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