Congo, l’impotenza dell’Occidente

Le milizie di Nkunda tengono sotto scacco le forze governative e i peacekeepers Onu che resistono intorno a Goma.
Il leader dei ribelli tutsi Laurent Nkunda si è reso disponibile ad avviare un negoziato di pace con il governo e si impegna a rispettare il cessate-il-fuoco proposto dalle Nazioni Unite se anche Kinshasa farà lo stesso. Lo ha riferito l’ex presidente nigeriano Olusegun Obasanjo, inviato speciale dell’Onu, al termine di un incontro con Nkunda. Nella regione del Nord Kivu però i combattimenti non cessano.
Il mondo sta fallendo nel suo compito di assistere i civili innocenti nella Repubblica Democratica del Congo. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno portato in Consiglio di Sicurezza le richieste di Alan Doss, il capo della Missione Onu (Monuc) per un’implementazione delle forze di peacekeeping: altri 3mila uomini dovrebbero raggiungere i 17mila già presenti nel paese centrafricano. Ma il tempo passa…
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Georges Varkey Puthiyakulangara vescovo coadiutore di Port Bergé

Nella giornata di ieri il Santo Padre ha nominato due vescovi per il Madagascar.
Uno di essi era un sacerdote indiano partito come Fidei Donum per quella regione.
Si tratta di Georges Varkey Puthiyakulangara, che fino ad ora era delegato all’insegnamento della diocesi di Mahajanga e ora nominato vescovo coadiutore di Port Bergé.
Monseñor Varkey ha compiuto 55 años e proviene da una famiglia cristiana siro-malabarica. dopo alcuni anni di ministero sacerdotale in India, fu inviato come fidei donum in Magadascar, dove ha rivestito anche l’incrico di segretario della Conferenza Episcopale.
Il nuovo vescovo apparteneva alla Società delle Missioni Estere di Parigi.

La inculturación de la Palabra de Dios hoy

En la Biblia se encuentra la raíz de nuestra grandeza y mediante ella podemos presentarnos con un noble patrimonio a las demás civilizaciones y culturas, sin ningún complejo de inferioridad. Por lo tanto, todos deberían conocer y estudiar la Biblia, bajo este extraordinario perfil de belleza y fecundidad humana y cultural.

No obstante, la Palabra de Dios – para usar una significativa imagen paulina – «no está encadenada» (2Tm 2, 9) a una cultura; es más, aspira a atravesar las fronteras y, precisamente el Apóstol fue un artífice excepcional de inculturación del mensaje bíblico dentro de nuevas coordenadas culturales. Es lo que la Iglesia está llamada a hacer también hoy, mediante un proceso delicado pero necesario, que ha recibido un fuerte impulso del magisterio del Papa Benedicto XVI. Tiene que hacer que la Palabra de Dios penetre en la multiplicidad de las culturas y expresarla según sus lenguajes, sus concepciones, sus símbolos y sus tradiciones religiosas. Sin embargo, debe ser capaz de custodiar la sustancia de sus contenidos, vigilando y evitando el riesgo de degeneración.

La Iglesia tiene que hacer brillar los valores que la Palabra de Dios ofrece a otras culturas, de manera que puedan llegar a ser purificadas y fecundadas por ella. Como dijo Juan Pablo II al episcopado de Kenya durante su viaje a África en 1980, «la inculturación será realmente un reflejo de la encarnación del Verbo, cuando una cultura, transformada y regenerada por el Evangelio, produce en su propia tradición expresiones originales de vida, de celebración y de pensamiento cristiano».

Sínodo de los Obispos 2008, Mensaje al pueblo de Dios, n. 15

La misión de anunciar la palabra según el último Sínodo

«Porque de Sión saldrá la Ley y de Jerusalén la palabra del Señor» (Is 2,3). La Palabra de Dios personificada “sale” de su casa, del templo, y se encamina a lo largo de los caminos del mundo para encontrar el gran peregrinación que los pueblos de la tierra han emprendido en la búsqueda de la verdad, de la justicia y de la paz. Existe, en efecto, también en la moderna ciudad secularizada, en sus plazas, y en sus calles – donde parecen reinar la incredulidad y la indiferencia, donde el mal parece prevalecer sobre el bien, creando la impresión de la victoria de Babilonia sobre Jerusalén – un deseo escondido, una esperanza germinal, una conmoción de esperanza. Come se lee en el libro del profeta Amos, «vienen días – dice Dios, el Señor – en los cuales enviaré hambre a la tierra. No de pan, ni sed de agua, sino de oír la Palabra de Dios» (8, 11). A este hambre quiere responder la misión evangelizadora de la Iglesia.

Asimismo Cristo resucitado lanza el llamado a los apóstoles, titubeantes para salir de las fronteras de su horizonte protegido: «Por tanto, id a todas las naciones, haced discípulos […] y enseñadles a obedecer todo lo que os he mandado» (Mt 28, 19-20). La Biblia está llena de llamadas a “no callar”, a “gritar con fuerza”, a “anunciar la Palabra en el momento oportuno e importuno” a ser guardianes que rompen el silencio de la indiferencia. Los caminos que se abren frente a nosotros, hoy, no son únicamente los que recorrió san Pablo o los primeros evangelizadores y, detrás de ellos, todos los misioneros fueron al encuentro de la gente en tierras lejanas.

Sínodo de los Obispos 2008, Mensaje al pueblo de Dios, parte IV

Per i cristiani martiri del nostro tempo in India

«MARTIRI DEL NOSTRO TEMPO. DA NON DIMENTICARE»

di padre Bernardo Cervellera
direttore di AsiaNews

«Una vergogna per l’India, la nostra Patria»: così il premier Manmohan Singh e il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai, hanno definito il pogrom contro i cristiani scatenatosi dal 23 agosto in poi nello Stato dell’Orissa e diffuso poi in altri 6 Stati della Confederazione. Il bilancio è terribile: più di 60 uccisi anche fra orribili torture; oltre 180 chiese (cattoliche e protestanti) distrutte; migliaia di case incendiate; conventi, ostelli, alloggi per giovani, ospedali e centri sociali devastati. Ancora oggi almeno 50 mila cristiani, sfuggiti al massacro vivono nelle foreste vicine, nel terrore, senza abiti, né cibo, o sono rinchiusi in insicuri campi di rifugio approntati dal governo.
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Milano: fiaccolata per i cristiani in India

Il P.I.M.E. , la Parrocchia di S. Eustorgio e la Cappellania Generale dei Migranti in occasione della veglia annuale per le migrazioni, hanno organizzato per il giorno sabato 22 novembre una fiaccolata a sostegno dei cristiani perseguitati in India. La fiaccolata partirà dal Duomo di Milano alle ore 19:30 e terminerà alla chiesa di S. Stefano dove alle 20:30 inizierà la veglia di preghiera.

Dal 23 agosto 2008, data dell’uccisione di Swami Lakshmanananda Saraswati, ex leader del VHP (Vishva Hindu Parishad), le persecuzioni da parte dei fondamentalisti induisti indiani dell’Orissa verso i cristiani si sono decisamente intensificate. L’omicidio del leader induista è stato rivendicato da parte dei maoisti, ma questo non ha fermato l’ondata di violenza e di persecuzioni contro i cristiani. I leader del VHP, tra cui Praveen Togadia, hanno apertamente invocato alla pulizia etnica, mentre altri hanno dichiarato che non smetteranno di versare sangue finché non avranno liberato l’Orissa dai cristiani.

Il Vescovo di Tiruchirapalli, Monsignor Antony Devotta, interpellato dal quotidiano vaticano “L’Osservatore Romano” ha dichiarato che gli attacchi contro i cristiani in India rischiano di trasformarsi in una persecuzione generalizzata se i Governi non interverranno in tempo a fermare l’azione dei gruppi estremisti indù. A queste parole purtroppo sono seguiti i fatti, nel mese di ottobre le persecuzioni ai cristiani, dapprima limitate all’Orissa, si sono estese ad altre sette regioni indiane.

La stampa italiana, esclusa quella cattolica, parla pochissimo di quanto sta accadendo in India.

Il Santo Padre Papa Benedetto XVI ha condannato duramente le persecuzioni ai cristiani dell’Orissa, mentre il Cardinale Caffarra denuncia “l’assordante silenzio” dei mezzi di comunicazione.

Queste ingiustizie, queste persecuzioni, non possono e non devono continuare nel silenzio e nell’indifferenza.

Alla fiaccolata hanno già aderito la Pastorale Missionaria e la Pastorale dei Migranti della Diocesi di Milano, la Caritas Ambrosiana, le parrocchie della zona Torino/Ticinese di Milano.

Il Presidente del Consiglio Comunale Manfredi Palmeri ha garantito la sua presenza.

Kenia: rapite due religiose

Ci uniamo alla preghiera per Maria Teresa Olivero e Caterina Giraudo, rispettivamente di 61 e 67 anni due suore del Movimento contemplativo missionario Charles de Foucauld di Cuneo. Sono in Kenya da 35 anni e da 25 prestano la loro missione nella casa di fraternità di El Wak, zona colpita da una grave siccità da alcuni mesi.
Rapite il giorno di ieri dalla loro casa, sono state deportate nella vicina Somalia.
Attualmente si sono perse le loro tracce e le indagini sono sotto riserbo.
Ecco i dettagli riportati da varie fonti di informazione:
http://misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=229798
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http://www.corriere.it/esteri/08_novembre_10/suore_italiane_rapite_suore_80e7b1fc-af19-11dd-bbcd-00144f02aabc.shtml
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http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/kenya-suore-rapite/kenya-suore-rapite/kenya-suore-rapite.html
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http://www.avvenire.it/Avvenire/Pages/articoloVetrina.aspx?IdArticolo=3caaa8ff-c0af-41e4-9e83-ef86cae90097