Veglia missionaria con il beato Montini in duomo a Milano

Sabato 25 ottobre il cardinal Angelo Scola guiderà la veglia missionaria diocesana con spunti legati all’inizio dell’esperienza Fidei Donum della diocesi di Milano coinciso con l’episcopato del cardinal Giambattista Montini, da poco canonizzato beato Paolo VI.

Interessante articolo sul tema:

http://www.resegoneonline.it/articoli/Veglia-missionaria-in-Duomo-nel-solco-del-pellegrino-Montini-20141021/

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Suor Irene, missionaria della Consolata presto beata

Sabato 23 maggio 2015 a Nyeri, in Kenia, suor Irene Stefani, missionaria della Consolata, sarà proclamata beata.

Suor Irene aveva lavorato in Kenia e Tanzania, ma il miracolo che ha compiuto è avvenuto in Mozambico, a Nipepe, vicino a Maúa, la mia attuale missione. A Nipepe, durante la messa, all’alba del 10 gennaio 1989, si udirono gli spari con i quali iniziava l’assedio militare. Oltre alle persone già presenti si rifugiarono in chiesa per mettersi in salvo circa 260 persone che vi rimasero segregate, praticamente sotto sequestro, per oltre tre giorni, sotto la minaccia di uccisione. Tutti ebbero salva la vita, anche coloro che poi furono deportati in altre sedi militari. Durante l’assedio non ebbero altro modo di  abbeverarsi e rinfrescarsi, se non ricorrendo alla poca acqua del fonte battesimale che non si prosciugò mai. Il parroco, Padre Giuseppe Frizzi, missionario della Consolata e gli altri fedeli che erano con lui, presagendo il peggio, invocarono suor Irene e dal fonte battesimale sgorgò acqua sufficiente per tutti per più di tre giorni. Durante l’assedio nacque anche una bambina, che venne chiamata Irene. Tanti di loro sono ancora in vita e potete immaginare la loro felicità. La figlia di Irene si chiama Eukarestia.

Suor Dalmazia Colombo

La metafora delle quattro ruote motrici

Ho una camionetta (N.d.R. “Camioneta”= Pick up) Toyota 4 x 4. Prima ne avevo una troppo vecchia e sfruttata, aveva sempre bisogno di ripari. Adesso ne ho una non molto giovane, é del 2006, ma un po’ piú in grazia. L’importante é che abbia la doppia trazione, che sia 4 x 4. Quando vado a visitare gli indios Kanela all’Escalvado o a Porquinhos, i due villaggi dove vive questa etnia indigena a circa 100 km da qui, devo percorrere strade sterrate e superare barriere di sabbia, oltre che guadare piccoli torrenti. Senza la 4 x 4 resto insabbiato. Le ruote girano e girano, a vuoto, e piú accelero piú sprofondo e non vado avanti. Ma inserisco la marcia 4 x 4 e via, esco dal buco che mi sono scavato io stesso con le mie accelerate a vuoto e continuo sicuro. A volte la nostra comunitá é una camionetta senza la doppia trazione. Ci insabbiamo in cose inutili, giriamo e rigiriamo sulle stesse cose, a vuoto, e piú ci infervoriamo piú affondiamo, e non andiamo avanti. Forse “chiesa missionaria”, “in uscita”, vuol dire anche questo: ingranare la marcia 4 x 4 e uscire dalle nostre infinite beghe e questioni, non rigirarci su noi stessi, darci uno scossone e andare avanti. A volte ci sono cose da cui non ne usciamo, ci impantaniamo testardi su di una questione senza cercare via di uscita. Non sappiamo perdonare ed andare avanti. Ci lamentiamo sempre delle stesse cose. Sappiamo che certe attivitá non rispondono piú alle sfide di oggi ma non molliamo e non osiamo uscirne. Abbiamo le nostre paure che ci paralizzano. Siamo anche un po’ ciechi, pensiamo che quello che abbiamo sotto i piedi sia tutto, e non vediamo la grandezza e bellezza del cammino che ci sta di fronte. Coraggio, usciamo, ingraniamo la marcia e andiamo avanti, restare insabbiati in noi stessi é la fine!

Buona missione a tutti voi e grazie per avermi accolto con il vostro ascolto.

Un forte abbraccio

Don Ezio Borsani, Fidei Donum