“…dite: è la carezza del Papa” In memoria di Giovanni XXIII un riconoscimento ai missionari bergamaschi

Tre missionari di Bergamo sono stati nominati per un importante riconoscimento istituito dalla loro diocesi di origine.
Ci scrive il Centro Missionario Diocesano: “L’idea di riconoscere in un premio questa realtà è in ragione di un segno: la vita missionaria è un valore che non possiamo e non dobbiamo perdere, è una vocazione per rendere più bella la vita. A tutti e ciascuno, a modo suo, andrebbe riconosciuto un premio, individuarne alcuni è sottolineare una dimensione dell’impegno missionario per rinnovare l’impegno su tutti i fronti: dalla parrocchia ai gruppi, dalle famiglie ai singoli“.
Ecco i missionari ai quali è riconosciuto il premio edizione 2011:
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La diocesi di Bergamo si prepara a celebrare e far memoria di 50 anni di missione Fidei Donum

L’anno prossimo sarà mezzo secolo: cinquanta anni da quando i primi missionari bergamaschi partirono per la Bolivia, dando vita alla prima missione diocesana. Venerdì 14 ottobre il Consiglio pastorale diocesano ha riflettuto sull’impegno missionario in vista dell’anniversario.

Don Luigi Boffi ha ricordato: «Era l’11 ottobre del 1962 quando partirono i primi due missionari diocesani bergamaschi: erano don Berto Nicoli e don Luigi Serughetti, partirono proprio nel giorno di apertura del Concilio. Partirono per decisione dell’arcivescovo di Bergamo, Clemente Gaddi, che raccolse una richiesta di aiuto da parte del vescovo di La Paz».

«Nel 1976 si diede avvio alla missione bergamasca in Costa d’Avorio e nel 1999 fu il vescovo Amadei che diede il via alla missione diocesana a Cuba, nella diocesi di Guantanamo. Oggi sono 33 i missionari diocesani bergamaschi impegnati con la formula del “Fidei donum”. Ventisei sono i laici. In appoggio ai missionari diocesani ricordiamo l’impegno delle suore Orsoline di Somasca, delle Poverelle (le famose “martiri dell’Ebola”, presenti anche in diocesi di Huacho, Perù), del suore del Sacro Cuore e delle Sacramentine…».

«Da quel 1962 sono cambiate radicalmente le condizioni, le chiese locali diventano sempre più consapevoli della loro identità, sempre più robuste. A questo punto è giusto chiedersi che cosa vogliamo fare per il futuro, come interpretare la missionarietà della nostra diocesi».

Al termine della riunione il vescovo Francesco Beschi ha posto al Consiglio due percorsi di lavoro:

  • Che cosa ha comportato questa storia di missione per le nostre parrocchie e per la nostra diocesi?
  • Quali scelte dobbiamo compiere per continuare un cammino missionario alla luce di questa storia?.

L’Hogar è Speranza! Fernanda e la sua nuova famiglia

Una storia vera di adozione.

Cari amici e sostenitori, vi scriviamo dall’Hogar de la Esperanza, nel tentativo di trasmettervi un po’ quel senso di privilegio che sentiamo nel condividere un pezzo di vita con questi bambini.
In questi giorni siamo venuti a conoscenza di una bellissima storia che vorremmo condividere con voi. Una vicenda umana che abbiamo ricostruito a partire da una mail ricevuta dall’Olanda. La mail ci informava sulla salute di Fernanda, una bimba che è stata nel nostro Hogar fino all’anno scorso…ma andiamo per ordine!
Già sapete che normalmente i bambini si fermano al nostro Hogar per periodi relativamente brevi. Non appena la situazione nelle loro famiglie si normalizza (per esempio quando i genitori escono dal carcere) tornano con i rispettivi genitori. Quello che forse non sapete è che purtroppo esistono situazioni familiari così compromesse che obbligano i giudici boliviani a dichiarare decaduta la patria potestà dei genitori sui bimbi. Sono i casi di abbandono conclamato (i genitori spariscono o dichiarano espressamente che non possono farsi carico dei figli) o gravi episodi di violenza. In questi casi ai bambini si aprono le porte a una seconda opportunità: l’adozione.
E’ il caso di Fernanda, una bella bambina che abbiamo ospitato qui all’Hogar per un anno e mezzo. Fernanda è nata in un ospedale di Santa Cruz prematuramente. Era molto debole, piccola e con una malformazione evidente al braccio destro. Abbandonata in ospedale, Fernanda viene inserita all’Hogar dai giudici. Le educatrici ricordano bene il suo ingresso: era molto piccola e bisognosa di cure speciali.
Mentre Fernanda lottava in questo suo inizio di vita non proprio facile, dall’altra parte del mondo una giovane coppia franco-olandese, che non sapeva dell’esistenza di Fernanda (ma forse la percepiva…?), era nel bel mezzo delle pratiche per un’adozione internazionale. Si chiamano Daniel e Jolanda. Sono loro stessi a raccontarci l’interminabile pratica: cinque anni di colloqui, documenti, relazioni, procedure legali e amministrative (la pratica di adozione sembra fatta apposta per mettere alla prova la pazienza e la detereminazione dei genitori!)…ma alla fine ricevono la fatidica telefonata: c’è una bambina in Bolivia, all’Hogar de la Esperanza, che cerca una famiglia!
Accettano immediatamente.
Altri sette interminabili mesi per completare le pratiche e poi la partenza per Santa Cruz. Daniel e Jolanda descrivono il primo incontro con Fernanda con parole che commuoverebbero anche un sasso. Avevano un peluche in mano, chi ha assistito alla scena li ricorda raggianti ed emozionati. Appena si sono visti i tre hanno evidentemente capito di essere destinati a volersi bene: non volevano più staccarsi! Finalmente la sentenza dei tribunale per i minori: Fernanda, Daniel e Jolanda sono una famiglia!
A distanza di un anno ecco la mail di Daniel. Fernanda è stata operata al braccio; sta inoltre seguendo un ciclo di fisioterapia e presto potrà camminare normalmente. Ma soprattutto ci informano che Fernanda è una bambina felice, molto socievole, già parla francese e olandese, ama la musica, ballare e l’attenzione dei suoi genitori.
Per noi, cari padrini, questa vicenda è ossigeno puro. Esiste un esempio di amore più disinteressato di questo? Possiamo augurare ai nostri bimbi un destino più felice di questo?
Grazie, Daniel e Jolanda!
Un bacio alla piccola Fernanda.
E a voi tutti, amici dell’Hogar, un cun caro saluto
Verónica, Mirko e Santiago Pozzi