I coccodrilli che mangiano i cristiani. Letteralmente!

Carissimi, eccomi qui! Era da parecchio tempo che non mi facevo sentire. Approfitto di questo mio soggiorno nella capitale per scrivervi.Qui a S. Domingos (Guinea Bissau) abbiamo avuto un po’ di problemini a causa di quei grossi coccodrilli che hanno fatto tre vittime.Tutte e tre frequentavano la nostra comunità cristiana.

Ultimo ad essere ammazzato è Avelino, pre-catecumeno, marito di Antonieta, la signora che viene a lavarci e a stirarci i vestiti. L’anno scorso avevano avuto tre gemellini che hanno chiamato con i nomi dei padri del Pime della zona: Padre Zé, Padre Franco e Padre Stephen. Il 28 settembre Avelino tornava dall’isola contento, dopo aver terminato di vangare tutte le sue risaie. Tornava con un amico, ognuno sulla sua piccola canoa. Si fermano a pescare per portare un po’ di pesce a casa, ed ecco che due coccodrilli velocemente scuotono la canoa. Avelino cade in acqua gridando. L’amico rema velocemente verso riva e si butta salvandosi dalle bestie che avevano iniziato a seguirlo. Avelino non l’ha più visto. Quel giorno nessuno sarebbe andato sull’isola a lavorare perché era il giorno di riposo secondo il calendario felupe. Così l’amico sopravvissuto rimase solo sull’isola tutto il giorno e la notte, paralizzato dalla paura. Non aveva più il coraggio di salire sulla canoa e di remare. L’indomani la gente prende la canoa per andare nelle isole a coltivare il riso. Sbarcando sull’isola e vedendo quell’uomo solo e spaventato capiscono che è successo qualcosa… Iniziano tre giorni di ricerca. Nulla! Il quarto giorno la gente, rassegnata, si è radunata per le cerimonie funebri. Ha lasciato 8 figli e la moglie. Da quel giorno la gente, dominata dalla paura, ha smesso di navigare il fiume, sia per pescare, sia per raggiungere le isole dove hanno piantato il riso… Tutto si è paralizzato per un mese, fino all’inizio di Novembre. Mi chiederete: perché?? Non si poteva iniziare una caccia? Non si poteva prendere i fucili e diminuirli un po’?! No, perché la maggioranza dei felupe che lavorano nelle isole non sono cristiani e credono nella leggenda che alcuni uomini cattivi e con poteri magici possano trasformarsi in coccodrillo. Secondo loro Avelino è stato preso da uno di questi uomini trasformati. Si è avviata una serie di cerimonie tradizionali e balli per risolvere il problema e ritrovare l’armonia. Hanno chiamato uno “stregone”, che ben pagato, ha fatto le sue belle cerimonie… ma il problema è rimasto e i coccodrilli continuavano a gironzolare nel fiume. Continua a leggere

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Testimonianza di missio ad gentes in Guinea Bissau

Cosa dire della vera missione per cui siamo qui a São Domingos? Direi che qualche piccolo segnale di crescita della Chiesa lo vediamo, anche se occorre avere molta, ma molta e ancora molta pazienza…

Proprio ieri sera, dopo cena, sono andato in chiesa a pregare un po’ e vedo una bicicletta fuori. Penso a qualcuno che è venuto a cercare qualcosa che ha perso o a qualche lettore che è venuto a preparare la lettura, invece accendo la luce e vedo Inacio, inginocchiato davanti al Tabernacolo, tanto raccolto… e non solo per 2 minuti!! Quando si alza per uscire mi saluta e mi dice che andava a casa a lavarsi… Era appena uscito dal lavoro e prima di andare a casa è venuto a fare una visita a Gesù! Questo per me è un piccolo segnale di Pasqua, una briciola di crescita della fede di questa nuova chiesa.

Un altro bel segnale è il matrimonio che celebreremo sabato mattina. Si tratta di Geraldo e Fatima. Convivevano già e hanno figli. Lui battezzato, lei ha cominciato la catechesi quest’anno. E’ un bel segnale anche questo! Come sapete Parrocchia significa insieme di case di cristiani, cioè di famiglie cristiane. Noi qui a São Domingos abbiamo appena 7 famiglie. Sabato diventiamo 8! Un bel numero per cominciare. La matematica non mi è mai piaciuta, ma sta volta mi piace: 8 x 2 = 16. Siamo più degli apostoli, senza contare i figli. Se in 12 hanno convertito il mondo, pensate noi che siamo più di 12!!!

Nei villaggi fuori São Domingos stiamo continuando la catechesi degli adulti e dei giovani che hanno
chiesto la catechesi. Siamo proprio all’inizio totale, anche se abbiamo qualcuno che era stato battezzato anni e anni fa o in Senegal o nella capitale. Stiamo cercando di animare e formare queste persone perché diventino animatori di quelle comunità e futuri catechisti. Il segreto infatti è avere un buon catechista o animatore loro, dentro lo stesso villaggio. Le suore ci aiutano tantissimo con la loro promozione femminile. Quest’anno hanno cominciato a fare formazioni nei 4 villaggi che seguiamo. Formazione su come fare il sapone, i succhi di frutta, sul forno solare, ecc… Questo ci aiuta molto a conoscere, unire le persone e a motivarle. Ah! Dimenticavo! Le suore a São Domingos hanno aperto anche l’asilo, che già conta una quindicina di bambini!

Sempre nei nostri 4 villaggi ormai la gente ha già costruito delle cappelle provvisorie con rami di palme. Questo è segno del loro impegno e della volontà di formare una comunità. Noi non abbiamo fatto nulla. Sono loro che hanno fatto tutto e hanno messo in piedi questo luogo per la catechesi e la preghiera comunitaria. Ogni villaggio ha scelto un giorno in cui si riuniscono a pregare. Sono ai primi passi e noi quando possiamo andiamo a partecipare alla loro preghiera. Abbiamo spiegato loro che è la preghiera che forma la comunità e che permetterà di vedere molti frutti nel futuro, perché “Senza Gesù non possiamo fare nulla”!

Padre Franco Beati, PIME

I sentimenti di un giovane missionario che diventa parroco

Dalla lettera di don Franco Beati (PIME) del 23 luglio 2012

Il Vescovo mi nomina come parroco… Sì, proprio io, sembra che sia il parroco di São Domingos, insieme a P. Stephen! Sapete, il 9 giugno scorso ho compiuto cinque anni di sacerdozio… posso dire che sono ancora un bambino, sono solo all’inizio e sto imparando a fare il prete. Ora devo imparare a fare anche il parroco, non l’ho mai fatto in vita mia, comunque con l’aiuto di Dio e della Sua Provvidenza mi butto e iniziamo. Continua a leggere

Guinea Bissau: la missione diventa parrocchia. Intervista con il parroco Fidei Donum

La missione cattolica di Bigene, in Guinea Bissau, diventa parrocchia. Oggi alle 10 ora locale Dom José Camnate na Bissign, vescovo di Bissau, ha presieduto la solenne celebrazione eucaristica per l’erezione della missione a parrocchia del Sacro Cuore di Gesù. Padre Ivo Cavraro, ex parroco della chiesa Immacolata di Fatima a Segezia, missionario fidei-donum della diocesi di Foggia-Bovino, ha fatto il suo ingresso come primo parroco della neonata comunità. Qui Don Ivone lavora insieme a Suor Miris, Suor Teresa e Suor Rosa delle Oblate del Sacro Cuore di Gesù. Alla celebrazione ha partecipato anche l’arcivescovo di Foggia, Mons. Francesco Pio Tamburrino, insieme ad alcuni sacerdoti della diocesi foggiana.
In una intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, don Ivo racconta nei dettagli la situazione della neo-parrocchia e confida la gioia interiore che lo sprona: “Non avrei mai pensato che fare il missionario fosse così bello“.