“La Buona Notizia viaggia senza passaporto” verso la Giornata Missionaria dei Ragazzi

Roma (Agenzia Fides) – “La Buona Notizia viaggia senza passaporto” è lo slogan che accompagna il cammino di preparazione alla Giornata dell’Infanzia Missionaria (o Giornata Missionaria dei Ragazzi), il 6 gennaio 2010, proposto dalla Direzione nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) dell’Italia. “I Ragazzi Missionari custodiscono e portano la Buona Notizia per le scuole in Italia e per quelle in altri Paesi, e non solo per le scuole, ma per i luoghi di gioco, le squadre sportive, gli oratori, le piazze dove parlarsi, i gruppi musicali e in tutti i momenti di incontro – scrive don Gianni Cesena, Direttore nazionale delle POM presentando il sussidio destinato all’animazione missionaria dei ragazzi -. I Ragazzi Missionari non chiedono passaporto, non sono una polizia di frontiera, ma aprono gli occhi, le mani e il cuore per incontrare ogni persona come faceva Gesù di fronte alle folle del suo tempo, nelle quali non distingueva conpatrioti o stranieri, poveri o ricchi, malati o sani, uomini o donne, ma accoglieva tutti”. Continua a leggere

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La Rivelazione Reggae di don Marco Balzan

Interessante intervista a don Marco Balzan , 44 anni, polesano, prete della Diocesi di Adria-Rovigo da 19 anni, 8 dei quali vissuti da missionario “fidei donum” nel nord-est del Brasile. Tanto interessante che ci piacerebbe trovare i CD di cui si parla. Grazie al commento di negus l’abbiamo trovato: eccolo!!! http://www.jamendo.com/it/album/48891

Da anni ti dedichi alla musica reggae. Dalla tua ricca esperienza e spiccata vena artistica musicale, con la Band Tribù di Yahweh, hai recentemente realizzato il CD “Rivelazione”. Come è nato questo nuovo lavoro musicale sulla Bibbia?

Due anni fa mi è balenata questa idea: “Perché non cantare il messaggio biblico in reggae?”. Mi sembrava impossibile riuscirvi. Ho trovato molte difficoltà e mi ci è voluto molto tempo per impostare questo nuovo lavoro. Nel 2005, tornato dal servizio missionario in Brasile, “contaminato” dalla ricchissima espressione musicale di quel popolo, avevo composto “la S. Messa in reggae”, e vedevo che chi l’ascoltava rimaneva attratto dal ritmo e dal messaggio. Mi ero fatto molta esperienza grazie al successivo cd sperimentale “il reggae della liberazione” dalle forti tematiche sociali e grazie all’amicizia che avevo stretto con musicisti straordinari in questo genere musicale. Sentivo di voler tornare a comunicare la mia esperienza di fede, ma al tempo stesso realizzare qualcosa di originale e significativo.
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Presenza Ambrosiana in Turchia

La Turchia ha 72 milioni di abitanti, professanti quasi in totalità la religione musulmana. I cristiani sono ridotti al 0,15%, poco meno di 90 mila persone.
Il Vicariato Apostolico dell’Anatolia, di cui è responsabile Mons. Luigi Padovese, cappuccino di Milano, si estende su una superficie di 480.000 Km. quadrati.

Maria Grazia Zambon, laica missionaria, vive da sola in un condominio di Ankara, città con sei milioni di abitanti. “I cristiani sono solo 400, abitano lontani tra di loro, la maggior parte vive nella massima segretezza la propria fede, non hanno oggetti religiosi in casa, non danno nomi cristiani ai bambini. Io consulto i registri dei battesimi in parrocchia e vado a cercarli direttamente nelle loro case. Per non farli sentire soli, per rimettere insieme la comunità. E per ridare loro coraggio …”.

A Samsum, sul Mar nero, dal febbraio 2008 c’è don Giuliano Lonati. “Sto realizzando il sogno della mia vita. Sono più di dieci anni che chiedo ai superiori di essere immerso in una realtà completamente musulmana. E finalmente sono stato accontentato; sono felice”. Che cosa fa un prete in Turchia? Gira per i paesi ad annunciare il Vangelo? Battezza? Fa catechismo? Niente di tutto questo. – spiega don Giuliano – Sto dove sono, pressoché senza fedeli. Il senso della mia presenza è di essere segno del Vangelo, di rendere visibile il legame profondo che unisce tutte le Chiese”.

Il papa a Brescia: Paolo VI volle la chiesa povera e libera

Secondo Benedetto XVI, questo è l’anelito di fondo del Concilio Vaticano II.


“La Chiesa dev’essere povera e libera per riuscire a parlare all’umanità contemporanea”. Così, citando il predecessore Paolo VI, Benedetto XVI ha ricordato l’importanza della Chiesa nella salvezza dell’umanità e l’esigenza di stabilire un rapporto di conoscenza e amore con la società, nell’omelia della messa che ha presieduto a Brescia, nel cuore della diocesi dove nacque nel 1897 Papa Giovan Battista Montini.
Nel video possiamo ascoltare la voce di Benedetto XVI che ricorda così papa Paolo VI: “Egli ha dedicato tutte le sue energie al servizio di una Chiesa il più possibile conforme al suo Signore Gesù Cristo, così che, incontrando lei (la chiesa), luomo contemporaneo possa incontrare Lui, Cristo, perché di Lui ha assoluto bisogno. Questo è l’anelito di fondo del Concilio Vaticano II”.

Benedetto XVI: accogliere i migranti, ripensare la società

Accogliere i migranti, non rifiutarli


Il fenomeno mondiale migratorio può diventare condizione favorevole per la comprensione tra i popoli e per la costruzione della pace e di uno sviluppo che interessi ogni Nazione. Lo ha notato Benedetto XVI nel discorso ai partecipanti al convegno del Pontificio consiglio per la Pastorale dei Migranti e degli Itineranti su questo tema. Le migrazioni invitano a mettere in luce l’unità della famiglia umana, il valore dellaccoglienza, dell’ospitalità e dell’amore per il prossimo. Per essere accoglienti i cristiani sanno di dover essere disponibili all’ascolto della Parola di Dio, che chiama a imitare Cristo e a restare uniti a Lui. Solo in tal modo essi diventano solleciti nei confronti del prossimo e non cedono mai alla tentazione del disprezzo e del rifiuto di chi è diverso.
L’accoglienza infine invita a ripensare criticamente l’attuale modello di società, basato solo sui valori materiali.

Avvento di Carità: una scuola a Chirundu in Zambia

Lo Zambia occupa il 165esimo posto dell’indice di sviluppo umano e il 75% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Ma ci sono delle realtà missionarie in cui si cerca di cambiare le cose. Don Michele Crugnola, prete fidei donum della diocesi di Milano, vorrebbe ampliare la scuola gratuita per accogliere i tanti bambini che non possono permettersi di andare a scuola (in Tanzania le scuole richiedono un rimborso spese a carico degli alunni). Da qui nasce il progetto di Caritas Ambrosiana e Ufficio Diocesano per la Pastorale Missionaria: “Una scuola più grande” per permettere a don Michele di avere due aule in più per i tanti bambini di Chirundu.

L’azione missionaria delle Chiese del Vecchio Continente in America Latina

Madrid (Agenzia Fides) – Si è svolto a Madrid, il 27 e 28 ottobre scorso, l’incontro annuale degli Organismi Episcopali Europei per l’America Latina. Hanno preso parte gli organismi che si occupano della formazione, dell’invio e dell’accompagnamento dei missionari presenti nella Chiesa latinoamericana, principalmente di quelli legati ad un discorso di cooperazione missionaria tra le Chiese locali (Fidei Donum presbiteri e laici).
Insieme ai rappresentanti di Spagna, Portogallo, Francia, Belgio e Italia, a cui vanno aggiunte Polonia, Germania e Irlanda, motivatamente assenti, hanno partecipato all’incontro Mons. Octavio Ruiz, Vicepresidente della Pontificia Commissione per America Latina, e Mons. Baltazar Porras, Vicepresidente del CELAM (Consiglio Episcopale Latinoamericano). L’Agenzia Fides ha chiesto a don Alberto Brignoli, responsabile della Commissione America Latina della Fondazione CUM di Verona, che ha partecipato all’incontro come rappresentante dell’Italia, di sintetizzare le principali tematiche affrontate.

“Mons. Porras ha parlato dell’impegno missionario della Chiesa in America Latina seguito al lancio della Grande Missione Continentale. Dalla sua esposizione è emerso che ormai la Chiesa del Continente Latinoamericano è passata decisamente dall’essere ‘evangelizzataall’essere ‘evangelizzatrice’: attraverso le varie fasi della sua storia, ultimamente marcata dai Documenti emersi dalle Conferenze del CELAM, la Chiesa Latinoamericana e Caraibica ha compreso ora la necessità di mantenersi in uno ‘stato permanente di missione’, che abbia come obiettivi principali la promozione di una profonda conversione, sia personale sia delle strutture pastorali, l’incremento di una formazione permanente attenta a valorizzare i carismi, la necessità di raggiungere con l’annuncio del Vangelo tutti i settori emarginati del Continente e la comunicazione della vita piena in Cristo come luogo di riconciliazione e di pace. Continua a leggere