Dalla missione nord-sud alla missione sud-sud ed anche sud-nord

Riflessioni di don Mario Bandera, direttore dell’ufficio missionario della diocesi di Novara

Uno degli aspetti che stanno emergendo prepotentemente dal variegato mondo dell’evangelizzazione e del volontariato e che in modo particolare colpisce chi visita una realtà missionaria, è il costatare come in questi ultimi anni si sia registrato un profondo cambiamento nella figura dei missionari operanti sui vari fronti della missione ad gentes. Tanto per capirci, noi siamo abituati a ripercorrere la storia della missione fatta lungo i secoli da schiere di missionari europei che varcati gli oceani per approdare in terre lontane al fine di portare la Parola e la luce del Vangelo, hanno a loro volta influito tramite la loro cultura, le loro tradizioni religiose e via discorrendo ad avviare una realtà ecclesiale, spesso e volentieri modellata su clichè europei.
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Croce missionaria ed invio ecclesiale per una famiglia brianzolo-boliviana

La Parrocchia di san Giuseppe di Seregno ha salutato ieri Veronica García e Mirko Pozzi, in partenza per la Bolivia come fidei donum della diocesi di Milano. Il vicario episcopale monsignor Armando Cattaneo ha consegnato loro la croce missionaria. Moglie e marito ora sono attesi da cinque settimane di approfondimento al Centro unitario per la formazione missionaria di Verona, cui farà seguito il trasferimento a Santa Cruz de la Sierra, dove lavoreranno nell’ambito dell’Hogar de la Esperanza, la casa che ospita i figli dei reclusi nel carcere di Palmasola. La partenza definitiva è prevista il 4 agosto.
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Bellissima preghiera di John Henry Newman

Mi è stata dedicata pochi giorni fa nell’anniversario della mia ordinazione sacerdotale… ma penso che possa servire a molti!

Gesù, aiuta questo Tuo figlio a diffondere ovunque
il suo profumo, ovunque passi.
Inonda la sua anima del Tuo Spirito
e della Tua vita.
Invadilo completamente e
fatti maestro di tutto il suo essere
affinché la sua vita
sia un’emanazione della Tua.
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Don Andrea Santoro ricordato in Campidoglio dal sindaco Alemanno

«Bisogna fare in modo che in tutto il mondo ci sia la difesa della libertà religiosa», occorre «combattere forme di intolleranza», ha sottolineato il sindaco di Roma Gianni Alemanno, secondo il quale la figura di don Andrea Santoro è «punto di riferimento per tutte le libertà che caratterizzano la vita umana». Don Andrea «è un esempio da far conoscere. La sua esperienza e il suo sacrificio siano un grande esempio che dimostra cosa sia essere cristiano e sacerdote oggi».
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Venti anni dopo… sacerdote per sempre!

Carissimi amici ed amiche,

In questa lettera mensile non vi scriverò di situazioni conosciute qui in Perú, ma di qualcosa più intimo: il mio essere sacerdote, vent’anni dopo l’ordinazione avvenuta l’8 giugno 2011. Mi sono reso conto che la cosa più difficile non è solo conoscere se stessi, ma anche parlare di sé. Però ci provo con la confidenza che mi ispirate.

I miei anni di sacerdozio fino a qui li ho trascorsi ad Angera (8), a Vimercate (3) e a Huacho (9). Senza accorgersi, la parte più lunga è questa in missione, chi l’avrebbe mai detto? Se il giorno della prima messa mi avessero chiesto: -dove sarai fra 20 anni? non avrei potuto indovinare!

Un anniversario è però soprattutto un utile momento di riflessione (sennó a cosa serve?) e perciò vi scrivo tre punti che oggi sento come chiave del mio “essere prete”:

NON si è sacerdote a tempo, MA per sempre, con tutta l’anima e con tutto il cuore.
Sacerdote in oratorio, a scuola, in missione, in internet. Nel tempio e per strada, soprattutto nel cuore: è bello essere prete!

NON siamo padroni della fede, ma servi della vostra gioia (cfr. 2 Cor 1,24)
Questione di stile: la cosa più grande è condividere con la gente, ascoltare, consigliare, benedire.

NON è un criterio decisivo ciò che diranno di noi gli altri, ma ciò che dice Dio.
Nella vita si ricevono apprezzamenti e incomprensioni, ma alla fine della giornata è a Dio che bisogna offrire tutto.

Celebrerò l’anniversario lontano dai miei “compagni di messa”, ma con il calore della gente che mi è stata affidata, l’8 di giugno nella chiesetta di Amay, Huacho, Perú. Da fine agosto al 22 settembre sarò in Italia con la speranza di potervi visitare.

In ogni caso vi chiedo il regalo di una vostra preghiera, uniti nella comunione dei santi, nella fede e nell’amore.


GAUDIUM ET PAX

don Ambrogio Cortesi

Don Franco Maggioni, prete accogliente

Don Franco, nato a Montevecchia nel 1945 ed ordinato sacerdote nel 1969, è stato vice parroco a Rho dal 1969 e a Seggiano dal 1972, per poi partire missionario in Zambia nel 1985 fino al 1998 e al suo ritorno diventare parroco di Limbiate fino al 2008, anno in cui è morto per un improvviso malore. Era un prete semplice, con un’idea di chiesa viva e partecipata, dalla parte degli ultimi.
Quando era in Africa non aveva nulla da dare alla gente, solo la condivisione” ha ricordato un confratello dal pulpito “Era capace di incutere senso di responsabilità tanto da aver reso autonoma una parrocchia africana che ora non ha più bisogno di missionari ma è in grado di autoalimentarsi. La missione era la sua vita e il suo era un sacerdozio universale tanto che il grande sogno che Don Franco portava in cuore era di andare in Cambogia a regalare il messaggio di Cristo a quella gente. La grande simpatia e umanità, che si concretizzavano nella carità, erano il suo metodo per farsi amare e apprezzare da tutti”.
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