Riflessione di Mons. Emilio Patriarca, vescovo emerito di Monze, Zambia

C’è un testo del “Concilio Vaticano II”  che mi è stato di guida nella mia esperienza di prete  Fidei Donum, e che lungo gli anni è andato assumendo un significato sempre nuovo per me.  Il testo è noto e si trova nel Decreto Ad Gentes. n, 24.

“ Il missionario diventa  infatti partecipe della vita e della missione di colui che ‘annientò se stesso prendendo la natura di schiavo’ , deve quindi essere pronto a mantenersi fedele per tutta la vita alla sua vocazione, a rinunciare a se stesso e a tutto quello che in precedenza aveva in proprio, ed a farsi tutto a tutti”

Mi sono chiesto con insistenza:  Che cosa è   “tutto quello che avevo in precedenza” che io come  Fidei Donum ho dovuto imparare a rinunciare per farmi tutto a tutti ?

La risposta a questa domanda non l’ho trovata sui libri, ma  l’ho percepita in modo progressivo e sempre più chiaro non senza una sofferenza interiore. Cerco di spiegarmi. Continua a leggere

Veglia missionaria con il beato Montini in duomo a Milano

Sabato 25 ottobre il cardinal Angelo Scola guiderà la veglia missionaria diocesana con spunti legati all’inizio dell’esperienza Fidei Donum della diocesi di Milano coinciso con l’episcopato del cardinal Giambattista Montini, da poco canonizzato beato Paolo VI.

Interessante articolo sul tema:

http://www.resegoneonline.it/articoli/Veglia-missionaria-in-Duomo-nel-solco-del-pellegrino-Montini-20141021/

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Frasi scelte dalle omelie di mons. Oscar Arnulfo Romero

Fratelli, volete sapere se il vostro cristianesimo è autentico? Qui c’è la pietra di paragone. Con chi state bene? Chi sono quelli che vi criticano? Chi non vi accetta? Chi vi lusinga? Saprai allora che Cristo un giorno disse: “non sono venuto a portare la pace ma la divisione e vi sarà divisione persino nella stessa famiglia”, perché alcuni vogliono vivere più comodamente, secondo i principi del mondo, del potere e del denaro e altri, al contrario hanno compreso la chiamata di Cristo e devono rifiutare tutto ciò che non può essere giusto nel mondo. (13.11.77) Continua a leggere

E’ un Fidei Donum il nuovo vescovo di Taranto

Il Papa ha nominato mons. Filippo Santoro nuovo vescovo metropolita di Taranto. Prende il posto di mons. Benigno Luigi Papa. Monsignor Filippo Santoro, è barese di Carbonara, vicinissimo a don Luigi Giussani e già responsabile di Comunione e Liberazione in Puglia prima di emigrare in Brasile da dove oggi torna, con il titolo di arcivescovo di Petropolis.
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Tutto pronto per la veglia missionaria nel duomo di Milano. Alcune anticipazioni.

A poche ore dall’inizio fervono i preparativi per la veglia missionaria nel duomo di Milano, la prima sotto la guida del nuovo Arcivescovo: Angelo Scola.

Sono 19 i nuovi missionari partenti, una coppia, e vari religiosi/e, sacerdoti e laici/e  che riceveranno il crocifisso del missionario.

Nella veglia si ricorderanno anche i 50 anni di missione Fidei Donum della diocesi di Milano.

“Il Giornale” ha dato ampio risalto a questa importante celebrazione nella quale saranno ricordati anche i martiri missionari come Monsignor Padovese e padre Fausto Tentorio.

La memoria di chi ci ha preceduto guiderà così i nuovi partenti a una speranza e a una dedizione senza condizioni.

Preghiamo con fede per tutti i partenti e per i missionari in tutto il mondo!

Si può assitere alla celebrazione in diretta dal portale http://www.chiesadimilano.it

Reliquie del secolo XX: gli indumenti da carcerato del vescovo cinese Zhang donati a papa Giovanni Paolo Secondo

Dicembre 1985, una sera particolarmente lugubre in una cittadina al nord della Cina.
Notte fonda, luci fioche nelle strade. Freddo intenso come può esserlo da quelle parti.
Il visitatore dall’estero non aveva alcun appuntamento. Finita la cena, si preparava pigramente per la notte.
Però a sorpresa qualcuno bussò alla porta e si trovó davanti un anziano signore, curvo e dalla salute precaria. Sulle labbra ha un sorriso profondo e pacato, ma non dice nulla, sembra timoroso e fa cenno di voler entrare. Ha in mano uno strano fagottino.
Prima che lo straniero possa formulare una qualsiasi domanda, l’inatteso ospite è già entrato nella stanza.
Sono Melchiorre Zhang, il vescovo di Xiwanzi”, sussurra appena l’anziano signore.
Lo straniero stenta a credere. Per parecchi giorni aveva esplorato ogni possibilità per riuscire a incontrarlo, ma le autorità avevano sempre opposto un netto rifiuto. L’anziano vescovo era stato appena liberato dopo 33 anni di lavori forzati e di prigione. Era stato giudicato un “contro-rivoluzionario”, perché ai tempi si era rifiutato di stare al gioco del governo e accettare il progetto di rendere indipendente e autonoma la Chiesa in Cina.
Sì, sono proprio io, Zhang Kexing. Sono venuto per chiederti un favore: porta questo fagottino al Papa”. Le mani ora tremano allo straniero. La commozione cresce mentre il vecchio apre il fagotto e ne estrae un paio di calzoni ormai totalmente scoloriti e interamente rattoppati, e una sottile maglietta consunta con stampato un numero.
Dica al Papa che li ho portati durante tutti gli anni della mia prigionia. Sono i testimoni dell’amore che Gesù Cristo ha posto nel mio cuore, e della pace che lui mi ha donato. Nella vita ho amato solo Cristo e la sua Chiesa”.
Il visitatore, ormai in lacrime per la commozione, si ritrova inginocchiato davanti a questo uomo tutto pelle e ossa.

Mons. Melchiorre Zhang era stato rilasciato da poco. Una vita consumata in un’apparente inutilità. Morirà di cancro tre anni dopo, il 6 novembre 1988, privo di cure mediche e senza che gli venisse mai permesso di incontrare “estranei”.

Fonte (non letterale): Giancarlo Politi, Martiri in Cina, EMI, Milano, 1998, p. 103

Mi impressiona sempre la testimonianza dei perseguitati a causa del Regno, cristiani che come questo vescovo possono aver sopportato tanta violenza fisica e psichica senza perdere la fede in Dio e mantenendo vivo l’amore alla chiesa.