Le capre rubate e la benedizione di Pasqua

Ngalbidje, 24.3.2013, domenica delle Palme

Ciao a tutti!

L’altro ieri uno dei responsabili laici della parrocchia è venuto a cercarmi un po’ arrabbiato perché, da qualche tempo a questa parte, qualcuno gli ruba circa una capra al mese. Ormai gliene sono rimaste solo quattro. Mi ha chiesto di trovare il tempo di andare a benedire la sua casa e la sua famiglia. E io, da buon occidentale, gli ho subito risposto: “certo che vengo, ma non pensare che la benedizione possa fermare il ladro!”. E lui, di rimando: “non hai capito; io e la mia famiglia abbiamo pensato che forse siamo stati noi ad avere sempre sbagliato, non offrendo mai una delle nostre capre a Dio, facendone dono al sacerdote. Ti invitiamo a benedire la nostra casa e ti regaleremo una delle 4 capre rimaste. E speriamo che Dio gradisca la nostra offerta”.

Che ne dite di questo racconto (vero, non inventato: mercoledì vado a benedire questa famiglia) di “resurrezione”, mentre qui, in questo periodo, tutto sembra “mortifero”, a partire dal clima opprimente che fa molto soffrire la natura e gli uomini (…tanti malati, tante morti…)?

Ma la pioggia arriverà presto, così come il rinnovato annuncio della risurrezione di Gesù che mi sostiene e auguro sostenga ciascuno di voi!

Vera Pasqua di Gesù!

St Jean-Marie Vianney, il santo curato d’Ars in Africa

Il 4 agosto, il calendario liturgico romano celebra la memoria di St Jean-Marie Vianney, il santo curato d’Ars, da due anni patrono, oltre che di tutti i preti, anche della nostra nuova parrocchia. La scorsa settimana abbiamo cominciato la preparazione alla festa patronale con una “kermesse” (degli stand con giochi a premi e cibi tipici in vendita) e con il “taglio della torta” dopo la messa: provate ad immaginarvi un migliaio di persone che cantando, si mette in fila pazientemente davanti a due normali torte margherita, per arrivare a riceverne un minuscolo pezzetto di circa 1 cm cubo e intanto mettere in un cesto la propria busta contenente l’offerta per la costruzione della chiesa. Quanto pensate possiamo aver raccolto? Ve lo dico io: 780 euro (fatte le debite proporzioni, farebbe invidia ai parroci più intraprendenti)! Non pensate che sia un altro segno forte del fatto che la gente di qui si stia dando da fare veramente per avere la sua chiesa?!? Ed è anche un ringraziamento nei confronti di chi ci sta aiutando dall’Italia per lo stesso scopo. Continua a leggere

Una coppia di anatre ed altri animali camerunensi

La signora Maigonwa Elise informa chiunque abbia perso una coppia di anatre, che è possibile contattarla al proprio domicilio che è dietro a quello di Hamadou Jean, presso il grande bosco di Ngalbidje”.

Era l’ultimo degli avvisi della messa di questa mattina: non vi capita spesso di sentire avvisi di questo tipo, vero? Qui invece capita quasi ogni giorno di doversi orientare in quartiere a partire da “segnali” un po’ particolari, non esistendo né il nome della via, né il numero civico; e succede anche spesso di avere a che fare con animali di vario genere secondo gli orari della giornata: capre e pecore mattinieri, buoi pomeridiani, zanzare serali e fastidiosissimi grilli notturni!

Don Alberto Dell’Acqua

Don Daniele Bai: missione compiuta, parrocchia consegnata

Domenica 5 giugno 2011, durante una celebrazione eucaristica molto toccante e partecipata, ha avuto luogo nella chiesa parrocchiale di Djamboutou il passaggio di consegne tra i missionari fidei donum della diocesi di Milano ed il primo dei preti locali della diocesi di Garoua a cui la parrocchia è ormai affidata. È stato un momento molto significativo, sia per me che ho avuto la responsabilità di accompagnare questo passaggio, sia per la comunità di Djamboutou che ha preso coscienza delle sue responsabilità presenti e future, soprattutto per raggiungere e realizzare gli obiettivi importanti di una comunità cristiana: l’autonomia pastorale e quella finanziaria.
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Bibbia, catecumenato e sacramenti per i giovani di don Alberto in Camerun

Da una settimana e qualche giorno abbiamo cominciato anche noi il cammino dell’Avvento con l’entrata in catecumenato di 64 tra ragazzi, giovani e adulti che con questo rito iniziano il loro ultimo anno di preparazione al Battesimo e agli altri sacramenti dell’iniziazione cristiana: l’emozione era forte e ora la piccola medaglia con l’immagine della mamma di Gesù (regalo fatto ai catecumeni da parte della comunità), è appesa ben visibile e con “orgoglio” al collo degli stessi.
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