Le donne della Bibbia rivivono nelle donne conosciute in Brasile da Maria Soave Buscemi

L’AUTRICE Maria Soave Buscemi. Da vent’anni è missionaria laica fidei donum in Brasile, dove opera come educatrice e coordina la dimensione di studi di genere e di ermeneutiche femministe del Centro studi biblici (Cebi). Autrice di libri di lettura popolare della Bibbia, scrive per riviste biblico-teologiche latinoamericane come “Ribla” e per il mensile italiano “Combonifem”, rivista delle missionarie comboniane. È spesso invitata in Italia per animare sessioni di lettura popolare della Bibbia.
IL LIBRO. “Le tredici Lune. La memoria occultata delle donne nei Vangeli” Editore: EMI, Prezzo: € 10.00. Da gennaio 2012 in libreria, il testo restituisce una storia, una personalità, una fede alle Marie dei Vangeli e alle donne delle parabole. La tesi è che il passaggio dalla memoria orale alla memoria scritta ha penalizzato il genere femminile ed è oggi tempo di riscoprire un tesoro troppo a lungo sepolto.
L’Autrice ricostruisce la vita di Maria e delle altre donne basandosi sui dati della ricerca biblica, intrecciati – con prosa poetica – alla propria esperienza di vita e soprattutto con quella delle donne delle periferie del mondo.
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L’ultimo libro del card. Martini

L´ex arcivescovo di Milano e il suo ultimo libro. Dove confessa le difficoltà con Dio e il sogno di una Chiesa lontana dai potenti
MARCO POLITI – fonte: La repubblica
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Da vescovo ha spesso chiesto a Dio: «Perché non ci dai idee migliori?
Perché non ci rendi più forti nell´amore e più coraggiosi nell´affrontare i problemi attuali? Perché abbiamo così pochi preti?». Oggi, entrato in uno stato d´animo crepuscolare, confida di domandare a Dio di non essere lasciato solo. Nell´ultima stagione della sua vita Carlo Maria Martini si confessa ad un confratello austriaco e ne nascono i “Colloqui notturni a
Gerusalemme
, appena editi da Herder in Germania, che rappresentano il suo
testamento spirituale. Confessa di essere stato anche in conflitto con Dio, elogia Martin Lutero, esorta la Chiesa al coraggio di riformarsi, a non allontanarsi dal Concilio e a non temere di confrontarsi con i giovani. Un vescovo, rammenta, deve saper anche osare, come quando lui andò in carcere a parlare con militanti delle Brigate Rosse «e li ascoltai e pregai per loro e battezzai pure una coppia di gemelli di genitori terroristi, nata durante un processo».
Con padre Georg Sporschill, gesuita anche lui, l´ex arcivescovo di Milano è di una sincerità totale. Sì, ammette, «ho avuto delle difficoltà con Dio». Non riusciva a capire perché avesse fatto patire suo Figlio in croce. «Persino da vescovo qualche volta non potevo guardare un crocifisso perché l´interrogativo mi tormentava». E neanche la morte riusciva ad accettare.
Dio non avrebbe potuto risparmiarla agli uomini dopo quella di Cristo?
Poi ha capito. «Senza la morte non potremmo darci totalmente a Dio. Ci terremmo aperte delle uscite di sicurezza». E invece no. Bisogna affidare la propria speranza a Dio e credergli. «Io spero di poter pronunciare nella morte questo SI´ a Dio». Continua a leggere