“Ti accompagno a incontrare Gesù”. Testimonianza di padre Angelo Esposito

Davide, diciassette anni, giovane indigeno guatemalteco, mi ha visto celebrare la Messa, ha chiesto mie notizie ai suoi amici ed una mattina ha deciso di bussare alla mia porta perché voleva incontrarmi per conoscermi di persona.
Sono le sei e trenta di una domenica, sento dei leggeri ed intermittenti colpi alla porta, indosso ancora le pantofole, ho lo spazzolino ed il dentifricio in bocca sto lavando i denti e non posso domandare “Chi è?”, velocemente mi sciacquo e mentre mi asciugo dell’acqua con l’asciugamani, apro la porta.
Con stupore vedo stagliarsi sull’uscio la figura di un ragazzo minuto, gracile, spaurito, poveramente vestito.
Ha difficoltà a parlare per la timidezza ed il disagio, superato lo stupore, subito gli sorrido e lo invito ad entrare nella camera.
Lo accolgo ridendo, spiegandogli che mi stavo lavando, dico parole una dietro l’altra, mi muovo senza sapere cosa fare, prendo prima una cosa poi un’altra, lo invito a sedersi e faccio di tutto per cercare di toglierlo dall’imbarazzo del momento.
Mi accomodo di fronte a lui e lo guardo negli occhi: uno sguardo triste ma intelligente che però non sostiene il mio e si abbassa sulle sue mani che a mia volta osservo, notando che sono sciupate, graffiate, callose e deduco che lavori tanto.
Gli domando il suo nome, come mai mi aveva cercato e se potevo essergli utile per qualcosa.
Tutto d’un fiato mi risponde: “Davide è il mio nome e sono qui perché ho voluto conoscervi e per confessarmi!” Continua a leggere

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Don Natale Ioculano dalla Stella Maris di Gioia Tauro alla direzione dell’Ufficio Nazionale dell’Apostolato del Mare

La creazione del nuovo Ufficio Nazionale dell’Apostolato del Mare porta anche la novità di un nuovo Direttore. Si tratta di don Natale Ioculano, sacerdote calabrese, che da anni ha voluto e realizzato, con tenacità la Stella Maris di Gioia Tauro. Sinceramente “innamorato” del mondo del mare e soprattutto della gente che lo abita, don Natale, dopo svariati incarichi come parroco in alcune chiese della diocesi di “Oppido Mamertina-Palmi” e l’economato del Seminario e della Diocesi, ha conosciuto e fortemente voluto che le molte migliaia di marittimi che “vagavano sperduti per la piana del porto di Gioia Tauro” potessero avere una “casa lontano da casa”. La “Stella Maris“, il centro di accoglienza dei lavoratori delle navi, viene così familiarmente chiamata in tutto il mondo, si è davvero la loro casa anche per le poche ore di sosta di una nave. Un sorriso, un “welcome to Gioia Tauro” nella visite fatte a bordo, una parola o la possibilità di telefonare alla famiglia lontana oltre alla “partita di calciobalilla” sono state il suo “pane quotidiano” nella Missione diocesana di questo fortunato porto.
La sua azione, insieme ai suoi volontari, si è estesa, da subito, verso tutti gli operatori del porto insieme alla solidarietà ai lavoratori nei momenti di crisi che lo shipping ha subito. Per oltre un anno il team della Stella Maris ha accolto ed assistito un intero equipaggio della “Tiger”, una nave abbandonata dall’armatore. Senza cibo né acqua ma anche senza poter tornare a casa questo equipaggio multietnico di russi, giordani e turchi ha trovato davvero una famiglia, la casa lontano da casa nella Stella Maris.
La “basilica di lamiera” (due containers saldati e trasformati in una chiesina) è divenuta il luogo di incontro, preghiera e vera “fucina di volontari” per l’assistenza dei marittimi facilmente abbandonati a se stessi ma continuamente inseguiti dall’ansia pastorale di questi fedeli.
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