Don Andrea Santoro ricordato in Campidoglio dal sindaco Alemanno

«Bisogna fare in modo che in tutto il mondo ci sia la difesa della libertà religiosa», occorre «combattere forme di intolleranza», ha sottolineato il sindaco di Roma Gianni Alemanno, secondo il quale la figura di don Andrea Santoro è «punto di riferimento per tutte le libertà che caratterizzano la vita umana». Don Andrea «è un esempio da far conoscere. La sua esperienza e il suo sacrificio siano un grande esempio che dimostra cosa sia essere cristiano e sacerdote oggi».

«Mi raccomando, quando torno fammi ritrovare Gesù…». Martedì 31 gennaio 2006, cinque giorni prima di essere ucciso a Trabzon, in Turchia, don Andrea Santoro saluta all’aeroporto di Fiumicino monsignor Enrico Feroci con questa raccomandazione. «Sono state le ultime parole che ho ascoltato. Stimolo per me, per il mio servizio alla Chiesa – racconta il direttore della Caritas diocesana –. Parole dettate però, non dalla paura, ma dal grande amore che aveva per il Signore di cui si sentiva non servo ma amico, fino al punto di credere fermamente che poteva “prestare il suo corpo a Cristo perché Lui camminasse nelle strade della città dove viveva…”».

Monsignor Feroci assicura: «Aveva una grande amore per il Signore, di cui si sentiva non servo ma amico»

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