L’azione missionaria delle Chiese del Vecchio Continente in America Latina

Madrid (Agenzia Fides) – Si è svolto a Madrid, il 27 e 28 ottobre scorso, l’incontro annuale degli Organismi Episcopali Europei per l’America Latina. Hanno preso parte gli organismi che si occupano della formazione, dell’invio e dell’accompagnamento dei missionari presenti nella Chiesa latinoamericana, principalmente di quelli legati ad un discorso di cooperazione missionaria tra le Chiese locali (Fidei Donum presbiteri e laici).
Insieme ai rappresentanti di Spagna, Portogallo, Francia, Belgio e Italia, a cui vanno aggiunte Polonia, Germania e Irlanda, motivatamente assenti, hanno partecipato all’incontro Mons. Octavio Ruiz, Vicepresidente della Pontificia Commissione per America Latina, e Mons. Baltazar Porras, Vicepresidente del CELAM (Consiglio Episcopale Latinoamericano). L’Agenzia Fides ha chiesto a don Alberto Brignoli, responsabile della Commissione America Latina della Fondazione CUM di Verona, che ha partecipato all’incontro come rappresentante dell’Italia, di sintetizzare le principali tematiche affrontate.

“Mons. Porras ha parlato dell’impegno missionario della Chiesa in America Latina seguito al lancio della Grande Missione Continentale. Dalla sua esposizione è emerso che ormai la Chiesa del Continente Latinoamericano è passata decisamente dall’essere ‘evangelizzataall’essere ‘evangelizzatrice’: attraverso le varie fasi della sua storia, ultimamente marcata dai Documenti emersi dalle Conferenze del CELAM, la Chiesa Latinoamericana e Caraibica ha compreso ora la necessità di mantenersi in uno ‘stato permanente di missione’, che abbia come obiettivi principali la promozione di una profonda conversione, sia personale sia delle strutture pastorali, l’incremento di una formazione permanente attenta a valorizzare i carismi, la necessità di raggiungere con l’annuncio del Vangelo tutti i settori emarginati del Continente e la comunicazione della vita piena in Cristo come luogo di riconciliazione e di pace.

Attraverso un attento studio che viene dal suo osservatorio privilegiato, Mons. Ruiz ha invece presentato le sfide e le speranze attualmente presenti in America Latina. Il suo intervento ha mostrato la situazione del Continente latinoamericano da un punto di vista politico ed economico (dove insieme ad un forte processo di democratizzazione si nota pure il ritorno ad una certa tendenza di stampo nazional-populista), da un punto di vista socio-culturale (caratterizzato dal fenomeno della globalizzazione accompagnato da relativismo, secolarizzazione, qualunquismo antropologico e crescita della violenza) e da un punto di vista religioso (in cui si nota una Chiesa che vanta 500 anni di evangelizzazione ma che percepisce un forte debilitamento della vita cristiana dovuto a diversi fattori, interni ed esterni).
In questo contesto, non mancano comunque segni di speranza nella Chiesa Latinoamericana, quali la crescita di un protagonismo ecclesiale di settori sociali finora emarginati, la valorizzazione della tradizione e della fede popolare, il risveglio della famiglia come piccola Chiesa domestica, la testimonianza quotidiana, silenziosa e abnegata di molti sacerdoti, religiosi/e e laici, la forza mai svanita delle piccole comunità ecclesiali, l’opzione preferenziale per i poveri e le giovani generazioni, il rafforzamento dell’associazionismo laicale, dei movimenti apostolici e degli itinerari di formazione cristiana.

Nello scambio che ne è seguito, i rappresentanti europei hanno delineato alcune linee-guida che – tenendo conto della realtà presentata – possano rappresentare i punti di riferimento dell’azione missionaria delle Chiese del Vecchio Continente.
Tra questi, sinteticamente:
– la centralità della formazione previa alla partenza e dell’aggiornamento permanente nei luoghi di missione, con una particolare attenzione al laicato;
– un maggior coordinamento tra le istituzioni ecclesiali tra loro cooperanti (diocesi), tra i distinti istituti missionari religiosi, e tra diocesi e istituti missionari;
– lo scambio di esperienze ecclesiali e missionarie tra le diverse Chiese Europee;
– la necessità di una riflessione sul sorgere di nuovi movimenti ecclesiali e di comunità missionarie;
– l’accompagnamento degli operatori pastorali (in particolare sacerdoti e religiosi/e) che dall’America Latina vengono a collaborare in Europa;
– l’individuazione comune delle priorità nella scelta dei luoghi e delle situazioni di invio di nuovi missionari al continente latinoamericano”.

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