Presenza Ambrosiana in Turchia

La Turchia ha 72 milioni di abitanti, professanti quasi in totalità la religione musulmana. I cristiani sono ridotti al 0,15%, poco meno di 90 mila persone.
Il Vicariato Apostolico dell’Anatolia, di cui è responsabile Mons. Luigi Padovese, cappuccino di Milano, si estende su una superficie di 480.000 Km. quadrati.

Maria Grazia Zambon, laica missionaria, vive da sola in un condominio di Ankara, città con sei milioni di abitanti. “I cristiani sono solo 400, abitano lontani tra di loro, la maggior parte vive nella massima segretezza la propria fede, non hanno oggetti religiosi in casa, non danno nomi cristiani ai bambini. Io consulto i registri dei battesimi in parrocchia e vado a cercarli direttamente nelle loro case. Per non farli sentire soli, per rimettere insieme la comunità. E per ridare loro coraggio …”.

A Samsum, sul Mar nero, dal febbraio 2008 c’è don Giuliano Lonati. “Sto realizzando il sogno della mia vita. Sono più di dieci anni che chiedo ai superiori di essere immerso in una realtà completamente musulmana. E finalmente sono stato accontentato; sono felice”. Che cosa fa un prete in Turchia? Gira per i paesi ad annunciare il Vangelo? Battezza? Fa catechismo? Niente di tutto questo. – spiega don Giuliano – Sto dove sono, pressoché senza fedeli. Il senso della mia presenza è di essere segno del Vangelo, di rendere visibile il legame profondo che unisce tutte le Chiese”.

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