“Ti accompagno a incontrare Gesù”. Testimonianza di padre Angelo Esposito

Davide, diciassette anni, giovane indigeno guatemalteco, mi ha visto celebrare la Messa, ha chiesto mie notizie ai suoi amici ed una mattina ha deciso di bussare alla mia porta perché voleva incontrarmi per conoscermi di persona.
Sono le sei e trenta di una domenica, sento dei leggeri ed intermittenti colpi alla porta, indosso ancora le pantofole, ho lo spazzolino ed il dentifricio in bocca sto lavando i denti e non posso domandare “Chi è?”, velocemente mi sciacquo e mentre mi asciugo dell’acqua con l’asciugamani, apro la porta.
Con stupore vedo stagliarsi sull’uscio la figura di un ragazzo minuto, gracile, spaurito, poveramente vestito.
Ha difficoltà a parlare per la timidezza ed il disagio, superato lo stupore, subito gli sorrido e lo invito ad entrare nella camera.
Lo accolgo ridendo, spiegandogli che mi stavo lavando, dico parole una dietro l’altra, mi muovo senza sapere cosa fare, prendo prima una cosa poi un’altra, lo invito a sedersi e faccio di tutto per cercare di toglierlo dall’imbarazzo del momento.
Mi accomodo di fronte a lui e lo guardo negli occhi: uno sguardo triste ma intelligente che però non sostiene il mio e si abbassa sulle sue mani che a mia volta osservo, notando che sono sciupate, graffiate, callose e deduco che lavori tanto.
Gli domando il suo nome, come mai mi aveva cercato e se potevo essergli utile per qualcosa.
Tutto d’un fiato mi risponde: “Davide è il mio nome e sono qui perché ho voluto conoscervi e per confessarmi!” Continua a leggere

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Frasi scelte dalle omelie di mons. Oscar Arnulfo Romero

Fratelli, volete sapere se il vostro cristianesimo è autentico? Qui c’è la pietra di paragone. Con chi state bene? Chi sono quelli che vi criticano? Chi non vi accetta? Chi vi lusinga? Saprai allora che Cristo un giorno disse: “non sono venuto a portare la pace ma la divisione e vi sarà divisione persino nella stessa famiglia”, perché alcuni vogliono vivere più comodamente, secondo i principi del mondo, del potere e del denaro e altri, al contrario hanno compreso la chiamata di Cristo e devono rifiutare tutto ciò che non può essere giusto nel mondo. (13.11.77) Continua a leggere

Mons. Giuseppe Fiorini Morosini: la gioia della missione, stimolo per la nostra chiesa

Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo di Locri-Gerace è membro della Commissione per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le chiese della Conferenza Episcopale Italiana. In questo video la testimonianza della sua gioia per l’incontro con i Fidei Donum europei in America Latina.

La spinta missionaria, il desiderio di essere protagonista della diffusione della fede, deve risvegliarsi nelle nostre comunità abituate a una religiosità tradizionale alla quale non corrisponde un impegno forte nella società.

La cooperazione tra le chiese: prospettiva dell’andare e del tornare del Fidei Donum

Don Gianni Cesena, direttore di Missio e mons. Mauro Rivella, sottosegretario della CEI dialogano in questo clip sul tema della cooperazione tra le chiese nell’ambito della riunione continentale dei Fidei Donum a Bogotà, Colombia febbraio 2011.
La chiesa italiana non può essere esclusivamente preoccupata di se stessa. Che contributo possono dare alla chiesa italiana i Fidei Donum rientrati? Anzitutto un nuovo respiro all’animazione missionaria nelle nostre chiese.
Si analizza anche il fenomeno dei Fidei Donum che vengono in Italia ad esercitare un servizio pastorale dagli antichi paesi di missione. Comunque l’importante è lo spirito missionario. La riflessione è aperta.

L’agenzia Fides rilancia le conclusioni dell’incontro di Bogotà

L'”Agenzia Fides, Organo di informazione delle Pontificie Opere Missionarie dal 1927″ ha rilanciato oggi sul suo sito web le conclusioni e il documento finale dell’incontro continentale dei Fidei Donum europei svoltosi a Bogotà la settimana scorsa dal 7 all’11 febbraio, promosso dagli organismi episcopali europei per l’America Latina, sotto la guida della Pontificia Commissione per l’America latina (CAL) e del Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM), con la collaborazione dell’Istituto Teologico per l’America Latina (ITEPAL).
I partecipanti all’incontro hanno lavorato per raggiungere i 3 obiettivi prefissati: riconoscere e condividere l’esperienza missionaria dei sacerdoti diocesani europei, confermare l’identità della vocazione missionaria sacerdotale, aprire nuovi orizzonti ad altri sacerdoti delle diocesi della America Latina.
Il documento conclusivo, dopo aver ricordato scopo e finalità dell’incontro, nel secondo punto presenta 5 diverse sfide della missione oggi: la formazione degli operatori pastorali; sfollati, pastorale rurale e mondo indigeno; i nuovi gruppi religiosi; la pastorale delle grandi città; la pastorale delle nuove generazioni.
Il terzo punto si sofferma sulla presenza dei sacerdoti dell’America Latina in Europa, sottolineando che negli ultimi anni sta verificando “un notevole incremento” di sacerdoti provenienti dall’America Latina che si inseriscono nella pastorale ordinaria e particolare delle Chiese locali europee. “Abbiamo reso grazie a Dio per questo fatto ecclesiale, relativamente nuovo, che esprime il significato teologico della cooperazione tra le Chiese – è scritto nel testo -, mentre ci rammarichiamo che, a volte, sia considerato come una semplice distribuzione di ‘effettivi’ evangelizzatori o per altri motivi particolari lontani dalla cooperazione ecclesiale. L’incontro è stato occasione per rinnovare la nostra convinzione che l’invio di un prete ad un’altra Chiesa locale, come “Fidei Donum”, non solo arricchisce la Chiesa di destinazione, ma anche quella di origine. Questa cooperazione è una memoria permanente che tutta la Chiesa, tutte le Chiese e tutti nella Chiesa siamo in uno ‘stato di missione’. Il documento sottolinea quindi, a chi parte e a chi invia, “la necessità di un serio discernimento vocazionale missionario, una preparazione culturale e sociale per inserirsi adeguatamente nel paese di destinazione, la necessaria formazione dottrinale e pastorale prima della partenza, e la garanzia di essere accolto e inserito nel presbiterio di destinazione.”
Il quarto e ultimo punto, a modo di conclusione intitolato “Un cammino aperto”, riafferma “la vocazione missionaria iscritta nella natura di ogni Chiesa locale, sia dell’Europa, sia dell’America Latina che degli altri continenti”.
Il documento finisce con queste parole: “Anche nella coscienza della temporalità dell’esperienza missionaria dei sacerdoti Fidei Donum, ci impegniamo ad animare le nostre Chiese di origine perché non si spenga mai il fuoco della missione come fonte di rinnovamento spirituale e pastorale, e allo stesso tempo, chiediamo alle Chiese dell’America Latina di incoraggiarci in questa direzione, indicando in ogni momento le nuove emergenze, le sfide e le frontiere della nostra possibile cooperazione missionaria.”

Documento de Bogotá: Fidei donum entre historia y nuevas urgencias

“COOPERACIÓN ENTRE LAS IGLESIAS EUROPEAS Y LATINOAMERICANAS: ENTRE HISTORIA Y NUEVAS URGENCIAS”

DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL ENCUENTRO DE FIDEI DONUM EUROPEOS EN LATINOAMERICA

1. Introducción

Agradecidos a Dios por nuestra vocación misionera ad gentes, 52 sacerdotes diocesanos, incardinados en nuestras respectivas diócesis de Italia, Francia, Alemania, Bélgica, Polonia y España, hemos participado en el “I Encuentro Continental Latinoamericano de sacerdotes misioneros Fidei Donum europeos”, celebrado en Bogotá los días 7-11 de Febrero de 2011,representando al resto de misioneros Fidei Donum que trabajan en todos los países de América al
servicio de las comunidades cristianas. Continua a leggere

Chi sono i Fidei Donum? La parola agli esperti

Ecco due brevi ed interessanti filmati realizzati da Paolo Annechini e Andrea Sperotti in questi giorni durante l’incontro dei Fidei Donum europei in America Latina che si sta svolgendo a Bogotá Colombia.

Il primo contiene una intervista a don Aldo Fonti, attuale parroco di Viserba, Rimini, che dopo piú di trent’anni di missione in Venezuela ha fatto il punto della situazione e presentato l’identitá del Fidei Donum nella conferenza di inizio del congresso.

Nel secondo, troviamo la profonda riflessione di padre Anastasio Gil, coordinatore dei Fidei Donum spagnoli.