Tra casa e chiesa? Andate e fate discepoli tutti i popoli!

Siamo missionari ma ci scopriamo in cammino con altri missionari, la gente semplice…d’altra parte Aparecida parla chiaro alla chiesa latino americana: ‘Tutti siamo chiamati ad essere missionari come discepoli di Cristo’. E’ stato bello domenica scorsa andare con le donne del taller in un pueblito della zona rurale a visitare le famiglie casa per casa invitandoli alla messa….non molti hanno accolto l’invito ma per una volta tanto è la chiesa che esce dalle sue strutture per andare incontro alla gente, d’altra parte con i giovani stiamo leggendo e meditando il vangelo di Marco e abbiamo visto come la casa, l’hogar sia un luogo caro a Gesù per cercare le persone, guarirle, visitarle, farsi presente, pregare, insegnare…che dignità ha la casa quindi! E spesso non ce ne accorgiamo annoiati dalla quotidianità! Gesù viene a trovarci lì dove viviamo e dà un senso altissimo a quello che viviamo, ce ne rendiamo conto??! Leggevo lo scorso mese uno scritto molto provocante di un missionario ‘Si preferisce investire in chiese sempre più belle, in oratori sempre più attrezzati, si rinnovano le strutture esistenti secondo accessori moderni, si fa di tutto per attirare la gente. Gesù ha detto ‘Andate e fate discepoli tutti i popoli’.

Una sfida e un augurio per tutti, in qualsiasi parte del mondo ci si trovi.

Vi lasciamo con altre parole provocanti di padre Giulio Albanese sacerdote comboniano la cui testimonianza ci è stata data personalmente al Cum di Verona al corso di preparazione per i partenti.

“La nostra missione non è un fattore per professionisti di Dio. Dobbiamo smetterla di aspettare che la gente entri in chiesa”.

“Se non c’è missione, non c’è Chiesa”,

“La nostra fede ha bisogno di essere scongelata. Dobbiamo saper voltare pagina, osservare il mondo ed interpretare i segni dei tempi nella misura in cui sappiamo ascoltare la gente. Ciò che conta è la vita diretta e l’unica via per passare dalle parole ai fatti è attraverso il dialogo, rifuggendo dai fondamentalismi”.

“Dobbiamo smettere di contrapporre la missio ad extra e quella ad intra, la missione è una! Questa deve saper valicare i confini, perché la frontiera non è solo una categoria spazio temporale, ma soprattutto mentale, quindi bisogna andare oltre ai nazionalismi”.

Dobbiamo sfruttare momenti come questo per cambiare e metterci in discussione

“Non dobbiamo pensare a nuove tecniche per avvicinare nuove pecorelle, ma partire prima di tutto da noi stessi, riaffermando la centralità della parola di Dio e la dottrina sociale della chiesa che troppo spesso lasciamo chiusa in un cassetto”.

Chiara e Roberto sposi fidei donum in Perù

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