“La giornata missionaria ravvivi in ciascuno il desiderio e la gioia di ANDARE incontro all’umanità, portando a tutti Cristo”

Scrive don Aldo Busso dal Brasile:

Queste parole del Papa, mi stanno aiutando a vivere il mese di ottobre, rinnovando la chiamata e il mandato missionario.

Anche qui in Brasile (come in ogni parte del mondo…) ci ritroviamo a “correre”, per seguire le varie attività e attendere alle necessità, nella visita alle Comunità, nell’incontro con i malati e i poveri, nel servizio educativo dei Centri per i ragazzi.

In questo “correre” di ogni giorno, posso affermare di essere contento:

“l’amore di Cristo ci spinge…” 2 Cor 5,14.

Certo non mancano le fatiche  e capita di inciampare, cadere o rallentare il passo, per la stanchezza o le incomprensioni.

Sperimento la mia fragilità accanto a situazioni umane non risolvibili, e nell’impegno a condividere la responsabilità dei lavori….

Il Signore, nella sua bontà, non ci lascia mancare i segni della sua presenza.

A proposito del “correre”, vi invio questa testimonianza che mi ha fatto pensare e ha motivato lo slancio nel cammino. E’ stata scritta da un’adolescente alla fine dell’esperienza “pro-jovem”, iniziata lo scorso anno. Mi ha insegnato a ringraziare, perchè posso camminare e correre, e soprattutto mi ha trasmesso una grande fiducia, per continuare a “mantenere vivo il sogno della vita”.

“Il mio nome è Alice, ho sedici anni e abito nel bairro Serra Dourada, con la mia famiglia.

Quando avevo nove mesi sono stata colpita da una forte febbre e mal di testa. Mia mamma mi ha portata all’ospedale e i medici constatarano che era menengite. Per un mese rimasi tra la vita e la morte, ma grazie a Dio, ci furono miglioramenti e sembravo guarita.

I medici, però, avvisarono che nella crescita ci sarebbero stati dei problemi.

Infatti ho iniziato a camminare a due anni e subito si notò che  riuscivo ad appoggiare solo la punta dei piedi. Ho cominciato a fare fisioterapia, ma mia mamma non ha potuto dare continuità, perchè papà era rimasto senza lavoro. Anche lei doveva lavorare. Non ha nessuna colpa, ha fatto di tutto per la nostra famiglia, e con tanti sacrifici.

Oggi riconosco di avere questa difficoltà, ma sono felice perchè ho il dono della salute e della vita.

Confesso che molte volte soffro e piango di nascosto, in particolare quando vedo le mie amiche danzare e correre.

Ho un grande sogno: fare l’operazione alle gambe, per poter camminare.

Mi stanco molto, per andare a scuola e al centro del PETI. Ma cerco di sforzarmi: ho dei bei voti e anche dei buoni risultati. Partecipo del Coro  e del Pro-Jovem. Non mi sono mai sentita esclusa a causa del mio handicap. L’associazione Educar mi ha accolto  bene, insieme a mia sorella e due nipotini. Il Padre sta aiutando mia mamma per avere il posto per il ricovero in ospedale. Siamo già andati a diverse visite, ma nel sevizio pubblico, ci vuole tanto tempo. Ormai sono passati due anni. Ma continuo a sperare! In questo mese ho iniziato di nuovo la fisioterapia, per preparare l’intervento… Sto aspettando di essere chiamata.

Sono riconoscente a tutte le persone che sono sensibili con la mia situazione.

Tutte le sere, prima di dormire prego per loro e chiedo a Dio l’aiuto per realizzare il mio sogno.

Anch’io, un giorno, potrò correre e camminare…”

Alice da Conceição Marques

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