La tentazione del potere, e la scelta della debolezza. Per una missione evangelica

Scrive don Giambattista Inzoli nella sua lettera per il mese missionario:

Quella del potere è una tentazione che sta sopita come brace sotto la cenere. E che può uscire ad ogni momento…
In questo tempo a volte mi sento straniero in terra straniera e non sempre riesco a dissimilare la fatica del vestire la veste dello straniero che si sente ospite, a volte vorrei inconsciamente essere lo straniero che tiene maggior potere e che quindi conta di piú. I soldi sono un rischio per chi, come noi missionari ne abbiamo un poco di piú degli altri. Quello che per noi risulta sufficiente per vivere , per loro è moltissimo.
Scegliere la via della debolezza non è facile, 1 cor 1,27-28 “quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono,” Scegliere di essere debole della debolezza della carità non è per nulla facile, perché vorrei molte volte che alcuni valori alcune decisioni divenissero forti. Ma per evangelizzare è importante spogliarsi della forza e rivestirsi della debolezza, perché la verità quanto piú è grande tanto piú è debole.
E come sempre l’anima briazola che misura i risultati e che vuole lavorare molto, qui si scontra con la verità del vangelo che chiede di rivestirsi della debolezza per essere annunciatore.
(Continua)

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