La Pasqua del Re Leone: scrutare il volto di Dio nell’uomo

Penso che tutti abbiamo visto il film ‘il re leone’, bambini compresi. C’é una scena molto bella, cuando il giovane leone, erede al trono, per paura del zio cattivo che, per invidia, aveva ucciso suo padre, il re degli animali, scappa nel deserto. Arriva a un’ oasi e incontra uno specchio d’acqua che riflette l’immagine del suo volto, si confonde con il volto di suo padre, il re, e sente una voce che gli dice: “Ricordati chi sei!”. E’ il momento fondamentale del protagonista del film perché lí, per lui, inizia una vita nuova, é come un ‘battesimo’, si vede allo specchio, ha il coraggio di guardarsi in faccia, si rende conto chi é, scopre da dove viene, si apre uno squarcio di luce nella sua vita, ritrova un senso e un motivo per lottare.

La Pasqua é questa luce alla portata di tutti, é un momento di veritá che parla di Dio e dell’uomo, narra una storia d’amore, è uno specchio d’acqua che riflette chi siamo, da chi veniamo e verso chi siamo incamminati. Il nostro Battesimo, in fondo, é stato il primo grande ‘passo’ di questa magnifica avventura. ‘Ricordati chi sei!’. Fa memoria! Guardati nello specchio della Pasqua, come la prima volta del tuo battesimo, cerca il tuo volto, scrutane la bellezza antica e sempre nuova, abbraccia il passato e il futuro eterno che sta scritto nel tuo viso!

Quante persone in cambio non hanno piú il coraggio di guardarsi in faccia o si fermano semplicemente all’apparenza, alle rughe della vita o agli sfregi delle ferite dell’anima impressi nella pelle! La Pasqua ci aiuta a ‘ricordare’, è urgente tornare al ‘cuore’ delle cose. C’è da fare memoria di ció che é capitato a Gesú per riscoprire il mistero nascosto che svela il senso della vita e della storia di ognuno.

Ma in questi giorni ci imbattiamo pure con un volto sfigurato, ‘lo abbiamo visto senza un aspetto attraente, disprezzato ed evitato dagli uomini, uomo dei dolori, di fronte al quale si nasconde il volto’ (Isaia 53,2-3). E’ una esperienza quotidiana di persone dal volto sfigurato dalla sofferenza della
malattia e della morte, di gente che ha perso la bellezza del viso sfregiato per il peccato e l’odio di una vita sbagliata, di molti dal volto triste, arrabbiato o indifferente perché pensano che la loro vita non abbia piú senso.

E’ l’esperienza di incontri nella corsia dell’ospedale, delle visite in povere case di persone malate e sole, di incursioni ‘al di lá delle sbarre’ nella carcere della cittá.

Non possiamo dimenticare! Dimenticare queste realtá e vivere come se non esistessero; dimenticare chi siamo e la immagine che portiamo dentro; ció che il buon Dio ha fatto per ridipingere la bellezza del volto di ogni persona, riflesso della dignitá che ciascuno tiene scritta nell’intimo. La Pasqua serve per ‘ricordare’, per aprire gli occhi, per ‘vedere’ il misterio di amore e di vita piena e bella alla quale tutti siamo chiamati. La storia di Gesú, la sua morte e risurrezione non é un racconto del passato, bensí la interpretazione del presente, è la luce del futuro, é il riflesso d’acqua che da vita al ‘nuevo volto’ di Dio e dell’uomo.

In questa Pasqua facciamoci un regalo: scrutiamo il ‘volto’! Bello o brutto che sia, luminoso o sfregiato, contento o triste, attraente o inguardabile: quello di Cristo, il mio, quello degli altri. Torneremo a scoprire, come in uno specchio, la veritá, il senso, la bellezza della vita. Buona Pasqua!

Don Giuseppe Alberti – Tulcán Ecuador

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