La religione della prosperità dilaga in Brasile. Com’è cambiata la Buona Notizia di Gesù

E’ domenica sera e per la via principale di questa cittadina che è Belèm do Sao Francisco risuonano le voci dei fedeli cristiani, riuniti in una quindicina di chiese diverse. Sono l’espressione concreta e visibile delle centinaia e centinaia di chiese e denominazioni cristiane che, in questo immenso Brasile, si contendono il volto e il messaggio di Gesù: dalla chiesa Cattolica Romana alla Assemblea di Dio, dalla chiesa Battista alla Universale del Regno, dalla chiesa Metodista ai Testimoni di Jehova…
In questi ultimi anni dinanzi alla forte richiesta da parte di molte persone di dare un senso religioso alla vita e al proprio agire, prende sempre più consistenza una generica offerta di spiritualità denominata religione della prosperità, che ben poco ha a vedere col Vangelo e con il Dio di Gesù.

In che consiste? E’ presto detto: Dio vuole per i suoi figli la felicità, la ricchezza, i beni materiali, la salute, qui e ora. E chi sono i suoi figli se non i cristiani? Pensare in maniera differente è cadere nell’alienazione tradizionale, che prometteva i beni solo nella vita eterna, raggiungibile attraversoil soffrire qui in terra. Cristo ha già sofferto per noi. Ora vengono a noi le benedizioni di Dio. Siamo “figli e figlie del Re”. Se siamo destinati al cielo, perché non anticipare un po’ di lui in questa vita?

E i poveri? Sempre ci saranno poveri in mezzo a noi, come dice il Signore. Essi sono le anime “perse”. Sono i pigri, i viziati, idolatri. Se sono destinati all’inferno, perché non assaggiarne un po’ qui sulla terra? “Il Terzo mondo è povero, perché idolatra” predicava il pastore evangelico argentino Luis Palau. E due fratelli evangelici nordestini affermavano, in San Paulo, che la causa della povertà nel Nordest è dovuta alla devozione idolatra a padre Cicero.
In questa spiritualità non c’è spazio per la solidarietà, né per l’accoglienza o la scelta dei poveri. E’ una spiritualità strettamente individualista e di risultato. I ricchi sono benedetti e incontrano in essa una pace interiore profonda, già che possiedono i beni materiali. I poveri devono rincorrerla per sé e per i propri familiari ricorrendo a riti religiosi, come la benedizione o l’unzione, con l’olio santo, del libretto di lavoro. Per la Chiesa Universale del Regno di Dio la vita spirituale è uno scambio economico con il cielo. A maggior offerta, maggior benedizione. La spiritualità della prosperità è il cuore di questa chiesa. Alla base ci sta l’individualismo neoliberale con la sua idea di concorrenza e competizione. In questa società vincono i forti e gli astuti, e per chi rimane fuori… peggio per loro.
E nostro Signore diviene un dio che vende felicità e prosperità a prezzo di abbondanti offerte in denaro; così il suo nome diventa Dio-Commercio.

Scrive: don Felice Tenero, Fidei Donum

One thought on “La religione della prosperità dilaga in Brasile. Com’è cambiata la Buona Notizia di Gesù

  1. damiano 2 dicembre 2010 / 9:02 am

    Guardardando dentro di “casa” la situazione non é molto diversa; quante volte si vive la dimensione religiosa come un “pagare a Dio” la parte che gli spetta… per poi aspettare la lui la ricompensa con salute, beni e prosperitá. La benedizione ad Abramo con figli, terra e beni, oggi si camuffa con altre cose da scambiare con Dio.
    Il Neo Pentecostalismo nord americano ha messo piede nell’america latina da piú di 50 anni e trova casa anche dentro le “mura” della chiesa cattolica.

    Ben vengano circoli biblici e Comunitá Ecclesiali di Base!!!

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