Gemellaggio missionario tra Nichelino e Muhuanga

Vi vogliamo parlare di una amicizia…. Una grande amicizia che lega la Parrocchia Madonna della Fiducia e, quindi, indirettamente, la Città di Nichelino, con una piccola Missione: Muhanga, realtà palpitante nel cuore della Repubblica Democratica del Congo, in quella terra, il Nord Kyvu, al confine con Ruanda ed Uganda, che è stata ed è ancora, anche se attualmente in forma meno cruenta, scenario di sanguinosi conflitti.
Ufficialmente si cerca e si è cercato di dare loro una motivazione legata a contrasti di tipo etnico e tribale, ma oggettivamente essi risultano essere “nutriti” e stimolati da interessi internazionali per la spartizione delle infinite ricchezze minerarie (diamanti, oro, petrolio, ecc..), nonché ambientali: legname, terra fertile, laghi pescosi.

Lì, da quarant’anni, vive Padre Giovanni Piumatti, missionario” Fidei Donum” della diocesi di Pinerolo.
Ha vissuto tutto in questi 40 anni: le povertà, le tragedie umane legate ai conflitti per il potere politico, i grandi esodi di massa per fuggire alle carneficine (ricordate la ferocia degli scontri tra Hutu e Tutsi iniziati nel 1994 in Ruanda?): testimone occidentale di questa instabilità politica ed assenza di un Governo reale, che ha lasciato a terra 9 milioni di morti, direttamente o indirettamente per le malattie che derivano dai conflitti armati.
Nichelino è stata là, più di una volta in questi ultimi 25 anni… prima nelle vesti di una giovane coppia in viaggio di nozze, Mauro e Maria, insieme ad un paio di amici. Poi con un gruppo di giovani della Fiducia, nel 2004: Monica, Beppe, Rita, Michele, Antonella e Giovanna.
Infine l’anno scorso, 2009, per un mese, due famiglie: Mauro e Maria (sì, sempre loro, “recidivi”), con i loro due ragazzi, e Patrizia ed Umberto, anche loro con due figli al seguito.
Esperienze non nate dal nulla, ma maturate nel contesto di un gemellaggio che dura ormai da 16 anni e che coinvolge ad oggi una trentina di famiglie di Nichelino in uno scambio costante (quasi sempre) di corrispondenza, nonché in un sostegno economico “ad familiam”.
Ricorda Padre Giovanni Piumatti: “Tutto questo è nato quasi per caso, una sera, a Nichelino, quando una giovane mamma mi chiese informazioni circa l’adozione di un bambino. Non c’era stato nulla assolutamente di programmato, pianificato: però, c’era in quella stanza della parrocchia, un vero desiderio di conoscere, fare un po’ di giustizia, farsi sentire solidali, certo c’era voglia di amare. Siamo e dobbiamo esserlo: messaggeri speranza. Se non seminiamo speranza, cosa ci resterebbe da fare?”
Così, semplicemente, già 36 nuclei famigliari della nostra Parrocchia hanno deciso di dare la loro adesione al progetto di gemellaggio con la lontana Comunità: l’aiuto alla “famiglia gemella” di solito ha la durata di due anni, ma il legame, la relazione che può nascere, speriamo duri molto di più.

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