Mons. Luigi Padovese nel ricordo dei suoi familiari

Siamo onorati di accogliere nel grembo della nostra chiesa ambrosiana, per l’ultima volta, il corpo di Monsignor Luigi Padovese, questo figlio della nostra terra e della nostra Chiesa che, per chiamata di Cristo, è divenuto figlio e padre della Chiesa di Turchia… “Vero discepolo di Cristo” anche il vescovo Luigi ha dato il suo corpo e ha stretto un’alleanza nel suo sangue, offrendo tutto se stesso per l’annuncio del Vangelo e per la vita di coloro che gli erano stati affidati”.
(Card. Dionigi Tettamanzi. Omelia al funerale)

Ucciso, sgozzato dal suo autista che lui trattava come un figlio … Di lui ricordano i suoi parenti che, dopo una breve esperienza presso il PIME, aveva voluto vestire il saio francescano. Aveva la passione per le terre del Medio Oriente, unito ad un interesse storico e archeologico per i luoghi delle origini cristiane. Era un uomo di dialogo con il mondo musulmano… Poi gli studi lunghi e intensi in Italia e all’estero. Ma sul suo viso, ricordano il fratello e la cognata, sempre lo stesso sorriso contagioso e schietto.

In Germania, per esempio, si era fatto tanti amici. “Quando Luigi incontrò Benedetto XVI – racconta il fratello – papa Ratzinger gli disse raggiante: “Finalmente posso parlare in tedesco!”. Sì, era un uomo di fede e di studio, mons. Padovese.

Luigi, là ad Iskenderun era davvero amato da tutti. Tutti gli volevano bene e lo rispettavano. Lui che era anche il responsabile della Caritas turca, ad esempio, nel cortile di casa sua faceva preparare ogni giorno il pranzo per una cinquantina di famiglie povere: pasti che poi recapitava direttamente alle loro case, in modo che nessuno si sentisse umiliato o in obbligo verso di lui.

Ma, allora, azzardiamo, perché questa fine orribile per mano del suo stesso autista? “E’ incomprensibile – rispondono a una voce il fratello e la cognata. – Noi Murat, il giovane che lo ha ucciso, lo conoscevamo bene. Di recente era stato ospite nella nostra casa qui a Milano…”. “Dunque – insistiamo – monsignor Padovese non vi era sembrato preoccupato le ultime volte che vi eravate sentiti?”. “Al contrario, era sempre contento, sempre felice di vivere laggiù, in Turchia, in quella terra e fra quella gente”.

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