Memoria, riconciliazione e giustizia camminano insieme in Perú

A volte la storia ci passa vicino con il rimbombo di un fatto eclatante o con i passi felpati di un cambio impercettibile.

Il primo di ottobre, in coincidenza con il mio compleanno, è arrivata la condanna per Vladimiro Montesinos e il Gruppo “Colina”. Siccome si riferisce a fatti successi prima della mia venuta in Perú, non ne capisco bene i contorni e mi metto a leggere per poterci capire qualcosa. Di cosa si tratta?

Per chi non lo sapesse, Valdimiro Montesinos era il consigliere del presidente Alberto Fujimori Fujimori (1990-2000) e responsabile dei servizi segreti peruviani di cui il Gruppo “Colina” fu il braccio armato.

La vicenda risale agli anni bui del terrorismo maoista di Sendero Luminoso e del Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru (MRTA): nel solo 1991 questi due movimenti commisero 1956 attentati. La nostra provincia di Huaura fu considerata”zona rossa” per la presenza attiva di cellule sovversive e dichiarata in stato di emergenza.

Un giovane giornalista, Pedro Yuari, 33 anni e padre di tre figlie, dalla sua postazione di Radio Universal non si stancava di esercitare una decisa vigilanza sulla corruzione diffusa e sulla violenza in corso. in particolare, i suoi appelli ottennero la liberazione della famiglia Ventoncilla, reclusa illegalmente e torturata in una base militare della zona. In conseguenza a questa presa di posizione, i servizi segreti decisero la sua fine. Alle due del mattino del 24 giugno del 1992 una squadra di agenti incappucciati fece irruzione nella sua casetta che si trovava nella piazza centrale di Huacho. Dá i bividi pensare que qui vicino, in mezzo a noi, potessero succedere certe cose.

Fu portato nella notte in un luogo oscuro, interrogato violentemente, ucciso con un proiettile e sepolto in un buco che gli fecero scavare prima di sparargli. Fino ad oggi non è stato ritrovato il suo corpo.

Peró, finalmente la giustizia ha dato il suo verdetto, e sono stati condannati i grandi vertici dell’esercito e dei servizi segreti peruviani. Ricordo, per chi non lo sapesse, che anche l’ex- presidente Fujimori si trova in carcere per delitti di violazione dei diritti umani.

Non so in quanti paesi del mondo sia potuto accadere qualcosa del genere. A me sembra un grande segno. Pur in mezzo a tante contraddizioni, il Perú avanza, e non solo economicamente, ma soprattutto dal punto di vista sociale e civile. Queste sentenze aiutano un popolo a conoscere la verità della sua storia, fondamentale per la riconciliazione nazionale.

Don Ambrogio Cortesi

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