Anniversario di Comboni con attentato a Karthoum

Ci scrive Sr. Mariateresa Girola, Missionaria Comboniana:

Il 10 ottobre è una data particolarmente cara a noi Comboniane/i. In questa data ricorre il dies natalis, cioé l’anniversario della morte del nostro Fondatore, S. Daniele Comboni: celebrare una morte per la vita avvenuta appunto il 10 ottobre del 1881, a soli 50 anni, dopo aver speso tutto se stesso per il popolo africano, allora considerato il piú “necessitoso e derelitto” – usando le sue stesse parole. Ed è tanto bello che questa celebrazione è incastonata proprio nel mese missionario, durante il quale siamo chiamati a vivere e celebrare la
missionarietà della Chiesa.

Ogni anno, il 10 ottobre, nelle cocenti ore pomeridiane di Khartoum, in un grande compound migliaia e migliaia di cristiani dell’Arcidiocesi si radunano per una grande celebrazione in ricordo di Daniele Comboni – il Profeta dell’Africa – cosí chiamato da Papa Giovanni Paolo II quando fu proclamato beato.
Usualmente tale celebrazione è presieduta da Sua Em. Gabriel Cardinal Zubeir Wako, Arcivescovo di Khartoum, primo successore, quale vescovo africano di questa Diocesi, di S. Daniele Comboni. Anche attraverso questo segno il motto del nostro Fondatore, “Salvare l’Africa con l’Africa!”, è divenuto realtà.
Comboni è considerato dai Vescovi, Sacerdoti e fedeli del Sudan il loro Padre nella fede perché con il suo forte senso di Dio e la chiarezza della sua vocazione missionaria, ha saputo escogitare metodi perché l’opera di evangelizzazione e di promozione umana – soprattutto con il riscatto degli schiavi – portasse frutti duraturi per questo popolo.

Quest’anno però l’inizio di questa celebrazione è stata segnata da un evento particolare: un attentato mirava a colpire Sua Eminenza. Fortunatamente è stato sventato dal Cerimoniere che si trovava al suo fianco. La celebrazione è quindi continuata come se nulla fosse successo.

Penso che questo ed altri eventi nel mondo: situazioni di discriminazioni per religione, nazionalità o cultura; situazioni di oppressione, di sofferenza e tensione… sono istanze che ci richiamano alla preghiera di intercessione per sostenere quanti si trovano in difficoltà e la loro testimonianza di fede e giustizia per il bene comune può costare la vita.

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