Nel nome del martire Padovese, l’abbraccio tra la chiesa di Milano e di Turchia

Milano, duomo. Contiene la sua commozione il cardinal Dionigi Tettamanzi nella celebrazione delle esequie di mons. Luigi Padovese ucciso a Iskendurun Turchia il 3 giugno u.s. nella solennità del Corpus Domini.
Nell’omelia richiama il detto di Gesú: “Se il seme caduto in terra muore da molto frutto” e paragona la vita e la morte del vescovo martire nato a Milano allo stesso seme menzionato da Cristo nel vangelo.
Si riferisce al defunto come all’ “Amico Vescovo” e ne cita gli scritti.

Venticinque vescovi e centinaia di preti concelebrano la Santa Eucaristia in un Duomo gremito di fedeli in preghiera: non sono i curiosi di un funerale vip, ma cristiani coscienti di salutare un martire.
Ai messaggi del Segretario di Stato Vaticano mons. Tarcisio Bertone (che fa giungere in Duomo il cordoglio del papa) si aggiunge la testimonianza viva del vescovo di Smirne, monsignor Ruggero Franceschini a nome della piccola e sofferente Chiesa turca.
Nel suo messaggio invoca nuove forze pastorali, preghiere e vicinaza per la comunità colpita e coraggiosamente afferma che oggi siamo tutti chiesa di Turchia.
La chiesa di Milano e di Turchia si uniscono poi nel suo abbraccio al Cardinale.
E scoppia l’applauso dei presenti, più chiaro di un “Amen” polifonico.

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