Don Giuseppe Noli: “In Italia mi mancava la messa della domenica

Pubblico questa riflessione ricevuta da don Giuseppe Noli sulla la messa della domenica e l’annuncio del vangelo.

La Chiesa è cooperatrice alla diffusione del vangelo nel mondo di oggi

L’anno scorso di questi tempi (ottobre-novembre 2008) ero in Italia e una delle cose di cui sentivo la mancanza era la Messa della domenica. Eppure ogni domenica celebravo due o tre Messe.
Mi mancava il calore della gente, mi mancava il canto ritmato del tamburo, mi mancava il silenzio così denso da poterlo toccare, mi mancava l’abbraccio di pace, mi mancavano gli sgargianti colori e le “stravaganti” mode dei vestiti.
Mi mancavano gli occhi grandi, spalancati, bianchi dei bambini e delle bambine di Marrouge, impossibile da tenere fermi. Mi mancava la vicinanza dei fedeli quasi appiccicati l’uno all’altro e in processione per l’offerta e la comunione…perchè in tutto questo ritrovo, sento, sperimento, vivo la vita di un popolo generato dalla presenza fascinante del Misterioso Risorto fino a farmi…emozionare.

E’ in quel momento, che si prolunga nel tempo (la Messa puo’ durare due o tre ore) che ci si rende conto di che cosa voglia dire: “diffusione del Vangelo”.Uomini e donne, bambini e adulti, analfabeti e scolarizzati, buoni e cattivi, poveri, neri cessano di essere individui, diventano persone che gustano lo stare insieme, fino a cercarlo(camminando un’ora e più) per viverlo con dignità (il vestito più bello e le scarpe da pulire prima di entrare in chiesa) sfidando fango, pioggia, fatica, per vivere e sentirsi un popolo con la stessa natura, lo stesso colore, la stessa miseria, lo stesso bisogno di ricaricarsi di forza (il Pane di vita) e di speranza (la Parola vivente), per proclamare la grande voglia di vivere, così forte da vincere anche la morte con i suoi segni nascosti e evidenti in ogni angolo.

Ed è in questo “contesto” che si vede, si sente, quasi si tocca “ il Vivente, misterioso e reale, il Gesù Cristo
In Lui, gli individui fatte persone, diventano popolo; tutto prende un’ altro aspetto, un’altro colore, un’altro senso, diventa un’altra vita, possibile, reale, sperimentabile anche oggi, anche se come in seme, ma destinata a diventare totalizzante.

Ebbene, questo è il contributo che la Chiesa può e deve dare alla società di oggi e di tutti i tempi.
Il Vangelo( la Buona Notizia della nuova esperienza di vita) semina nella società la grandezza dell’uomo-persona, delle persone che fanno popolo e fa presente il mistero del Dio Vivente che neppure la morte può offuscare.
La società che si lascia avvolgere da questo annuncio-esperienza è sempre pronta a riprendersi, a rinnovarsi, a non cadere nei baratri della guerra e dell’avidità.
A questo punto la Chiesa prende più coscienza dell’importanza della sua presenza nella società, del suo vivere per annunciare Gesù Cristo e la società “domanda” questa presenza per poter aprire i suoi orizzonti e dare spazio alle sue immense potenzialità perchè l’uomo sia più uomo e la vita vita più vera per tutti.

Don Giuseppe Noli (da Haiti)

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