I cicloni di Haiti ed il ciclone della solidarietà

Sono dovuti arrivare tre cicloni per rimettere, per qualche giorno, in prima pagina Haiti. Eppure orma da un po’ di anni, a Haiti è ai primi posti nella povertà , nel degrado ecologico, nell’AIDS, nella corruzione… Ma ciò che vale per i mass- media non è lo stesso per Abbiate, Tradate, Ceppine, perché lì ci sono persone interessate ad Haiti costantemente e con passione. E’ la coscienza cristiana è l’appartenenza alla chiesa universale, è l’amicizia con dei preti è la voglia personale che fanno sentire agli Haitiani che cosa è la carità. Tra Rawanj e la comunità del Croficisso c’è un rapporto non solo di conoscenza, di relazione, ma anche di comunione, di solidarietà concreta religiosa e civile. Il cammino delle due comunità passa attraverso la conoscenza e il rapporto tra persone che, animate dalla fede e dalla voglia di vivere, si danno la mano fiduciose. Siamo diversi, bianchi e neri; parliamo lingue diverse, italiano e creolo; abbiamo attività differenti, agricoltura e terziario; ma abbiamo uno stesso cuore, la stessa carne umana, viviamo la stessa terra. Per questo lavoriamo, lottiamo, soffriamo, gioiamo insieme.

Tutti abbiamo voglia di progredire e per questo tutti lavoriamo o cerchiamo lavoro. Il precario di Tradate e come il precario di Rawanj: l’uno dipende dal mercato del lavoro, l’altro attende la pioggia che scende dall’alto, con la differenza che il giovane, il ragazzo d’Italia ha delle garanzie sociali, mentre quello di Haiti non ha assolutamente niente: è solo con se stesso, con la sua voglia di imparare senza la scuola, la malattia senza l’ospedale, la terra senza la semente, gli animali senza il veterinario, i prodotti senza la garanzia di riuscire a venderli con un piccolo guadagno.

Le bocche da sfamare sono tante, perchè la voglia di vivere, dando la vita, è quasi travolgente. Ma, alla fine, i problemi che accompagnano fin da piccolo l’uomo haitiano, lo fanno attento alla vita, ma esigente e rivolto verso se stesso, con il rischio di non accorgersi del bisogno dell’altro.

E’ la Parola che lo risveglia e lo apre al simile e così cerca di mettersi insieme , soprattutto attraverso la parrocchia. Così pure la possibilità per le famiglie di mandare a scuola i figli, anche se lo Stato è molto lontano dal garantire l’educazione per tutti, come la costituzione stabilisce (solo il 15% dei bambini può usufruire della scuola statale) viene aiutata dalla scuola privata (chiesa cattolica, protestanti, cittadini).

Da ciò si capisce l’importanza che ha l’aiuto dei cittadini di Tradate e dei fedeli delle parrocchie, che in questi anni abbiamo ricevuto. Abbiamo costruito scuole e case e favorito l’educazione con libri, quaderni, penne, matite, e con la formazione dei professori. Molte famiglie con bambini con handicap sono state aiutate a farsi carico dei figli per cure, operazioni, recupero, attraverso contributi di tante persone conosciute e anonime.

Molti poveri hanno usufruito di aiuti concreti con programmi di assistenza e di promozione, come il piccolo credito, animali da allevare, sementi da piantare e strumenti di lavoro. Il tutto con la partecipazione personale, l’accompagnamento e il controllo, chiedendo sempre una relazione. Promuovere l’insegnamento, lo sviluppo col lavoro, la salute con la prevenzione, la produzione agricola e l’allevamento, sono obiettivi che cerchiamo di concretizzare ogni giorno.

Possiamo dire che la parola “formazione” è il principio della nostra azione pastorale e sociale: investiamo ciò che riceviamo e noi stessi, coscienti che da lì uscirà lo sviluppo. Naturalmente la prima formazione è quella della coscienza, dei valori sociali e cristiani come il primato della persona umana, la solidarietà, il bene comune, il lavoro, il rispetto della natura, la pace.

E per noi che crediamo, che abbiamo la fede in Gesù Cristo, tutto questo “lavoro” è motivato dalla persona di Gesù Cristo, appunto, che ha vissuto e ha pagato per lo sviluppo integrale e reale dell’uomo e di ogni uomo, come quello di Haiti… che un ciclone, ogni tanto, sbatte in prima pagina… a voi tutti, grazie!

Don Giuseppe Noli

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