Forum Mondiale dei Teologi della Liberazione e Forum Sociale “Un altro mondo è possibile”

Analisi critica di don Marco Bassani

Carissimi amici,

cerco di rubare i minuti alle molte cose da fare, all’inizio di questo nuovo anno pastorale brasiliano, ma penso che valga la pena condividere con voi l’esperienza che ho appena vissuto, partecipando al Forum Mondiale dei Teologi della Liberazione e al Forum Sociale “Un altro mondo è possibile”. Che posso dirvi? É stata un´esperienza interessante, che valeva la pena fare, per conoscere questa realtà, che, perlomeno in passato, ha suscitato non poche speranze. Adesso, dirvi se ritornerò per le prossime edizioni, non lo so, perché, a caldo, la vedo come una realtà abbastanza contraddittoria. Certamente, salvo novità nell’organizzazione, non ritornerò per il Forum Teologico. Innanzitutto perché si è parlato molto di liberazione, dall’inquinamento, dal degrado ambientale, dalla deforestazione dell’Amazzonia, ma poco di Teologia. A volte mi sembrava di stare in un congresso di ecologisti o di ambientalisti. Capisco che posso darvi l’impressione di essere diventato ciellino, ma continuo a pensare che in un Forum Teologico il centro propulsore debba essere una riflessione che parta dalla storia di Gesù di Nazareth, per rileggere, a partire da Lui il nostro presente, le nostre catastrofi e cercare in Lui le risposte. Sì sappiamo che una certa teologia, così come certi cristiani, danno un po’ per presupposto la fede in Lui, per riflettere di più sui mezzi e i cammini umani di liberazione dai vari problemi che ci affliggono. D’altro canto, io, che non sono certo un “paolotto”, mi sono sentito molto a disagio con questa mancanza di riferimento esplicito a Gesù Cristo, perché alla fine si è fatto un gran parlare di liberazione, ma non si è detto niente di specificamente cristiano, dando l’impressione che noi non abbiamo niente di tipicamente nostro da dire. In questa confusione, o nebbia assiologia, voi potevate vedere tranquillamente una delle tante teologhe statunitensi “in voga” strappare gli applausi con le sue invettive contro “l’autoritarismo romano che ancora criminalizza le donne che abortiscono e non permette una civilissima accettazione di questa legislazione in tutti i paesi del pianeta, compreso il Brasile”.

Altra questione, dibattuta in questo Forum fino alla nausea, è il cosiddetto “antropocentrismo bìblico”, ossia la centralità dell’essere umano dentro il piano divino della Creazione. Queste correnti teologiche pretendono distruggere questa visione biblica (con quale autorità mi domando?), per riportare, a loro dire, il cosmo o la natura al centro di ogni riflessione (forse vogliono tornare alle cosmovisioni greche o precolombiane!). Il tutto perché il suddetto antropocentrismo sarebbe la causa di tutte le catastrofi attuali, a partire da una interpretazione sbagliata del comandamento divino di Gen. 1,28-30: “Moltiplicatevi … e soggiogate la terra …”. Secondo queste correnti di pensiero questi versetti biblici avrebbero dato una specie di benedizione divina alle devastazioni del capitalismo. Orbene, che questi versetti, mal interpretati, abbiano facilitato atteggiamenti predatori e devastatori sulla natura è certamente vero. Sostenere però che è necessario ridurre l’essere umano al livello di qualsiasi altro ente creato, per bloccare questo processo distruttore, mi sembra totalmente senza alcun fondamento teorico e biblico. Teorico perché, riducendo l’uomo allo stesso livello delle piante o dei vegetali, ci togliamo la possibilità di riflettere sull’unica causa di questi disastri, che è esattamente la libertà umana; ma discutere della libertà significa evidenziare esattamente ciò che rende l’essere umano totalmente differente da qualsiasi altra creatura e lo rende “immagine e somiglianza del Creatore”. E’ sempre più triste per me vedere Leonardo Boff, ormai non più giovane, difendere con veemenza queste tesi, dopo averci offerto in anni lontani riflessioni ben più serie e rivoluzionarie. L’unico elemento, che forse lascia aperta qualche speranza per questo Forum Teologico, è il fatto che in realtà non è stato neanche lontanamente un forum dei teologi della liberazione, semplicemente perché la maggior parte di loro … non c’era; da indiscrezioni raccolte pare che non siano neanche stati invitati, a causa di divergenze interne tra le varie correnti della Teologia della Liberazione. Grazie a Dio! E’ il segno che non tutta la Teologia della Liberazione si sta riducendo a Eco-Teologia come vorrebbe Leonardo Boff.

Quanto al Forum Sociale il discorso è un po’ diverso e diversificato. Il fatto positivo é aver incontrato tanta gente di buona volontà, per usare un´espressione conciliare, animate e impegnate per costruire un altro mondo, un po´migliore. Un altro elemento, che da occidentale non so se definire positivo o negativo, é l´aver toccato con mano che, certamente, il coraggio di sognare e lottare per un altro mondo, é un sogno fortemente caratterizzato geograficamente, nel caso é un sogno “meridionale”, perché sostenuto da movimenti e gruppi del sud del mondo. Il Nord c´era, ma mi é parsa una rappresentanza piú di addetti ai lavori, di quelli che vivono ormai di questi incontri, ma non ho visto una presenza dei “popoli del Nord”, piú o meno nella forma degli Giornate Mondiali della Gioventú. Il fatto triste, che mi ha lasciato molto perplesso, é la presenza massiccia, seppur non dominante, delle solite frange giovanili, tanto arrabbiate, quanto alienate. Va´detto che, a differenza di quanto succede in Europa, non hanno creato problemi dal punto di vista della violenza. Ció nonostante lascia abbastanza perplessi il loro stile profondamente “svaccato”, il solito uso indiscriminato di marijuana e birra e, in generale, il loro stile piú “new hippies”, che di militanti che lottano per cambiare il mondo. Questa presenza, unita a folte frange di curiosi e turisti “ di un altro mondo possibile”, ha dato a molti, anche persone certamente piú tolleranti di me, la sensazione di star pregiudicando uno strumento di trasformazione prezioso e interessante. Mi é sembrato che questa esperienza del Forum sia ad un punto di svolta delicato e, se non risolve questa sua contraddizione interna, potrebbe esaurirsi in pochi anni.

Nell’ultima mattinata del Forum, partecipando ai lavori di una delle assemblee conclusive, a più voci, io compreso, abbiamo sollevato la questione di rivedere la metodologia del Forum per renderlo, oltre che uno spazio di discussione, un ambito di elaborazione di strategie globali per trasformare dal basso, a partire dalla società reale, questo nostro mondo e le sue strutture ingiuste. A mio avviso sarebbe necessario elaborare un processo selettivo, per individuare e rendere operative le proposte più significative da un punto di vista politico, in modo che si possano stabilire iniziative congiunte a livello planetario, per cominciare a costruire delle aree e degli spazi liberi dal neoliberismo. In questo senso ho proposto che le strutture permanenti del Forum prendessero contatti con il movimento zapatista, quale realtà che, oltre ad elaborare nuove forme di partecipazione popolare e democratica, rappresenta in questo momento l’unica esperienza riuscita di alternativa al capitalismo. Viceversa mentre noi parliamo e discutiamo in modo fin troppo democratico, il neoliberismo impera e, nonostante la profonda crisi che stiamo attraversando, i nostri “profeti della sventura neoliberale” continuano a proporci sempre le stesse ricette ampiamente superate e fallite. Purtroppo in questa assemblea, cui accennavo sopra, ho toccato con mano un po’ il peccato originale di questo evento. Quando qualcuno cercava di “forzare” la discussione nel tentativo di rendere il Forum più operativo, alcuni veterani dello stesso si alzavano, come “i guardiani della rivoluzione”, ricordando che lo specifico del Forum è di essere uno spazio di discussione e di confronto, in cui tutte, ma proprio tutte, le proposte hanno la stessa dignità e, pertanto, gli stessi diritti.

Questo paradosso della democrazia a Belem era ben tangibile non appena si tentava di individuare e scegliere gli eventi a cui partecipare. Tutti erano presentati in una interminabile e indifferenziata lista di 1400 proposte, dove la proposta di qualsiasi anonimo collettivo di Fortaleza era collocata accanto a conferenze e seminari di indubbio valore metodologico e contenutistico. In questo modo, nonostante gli sforzi sinceri della nostra delegazione italo-brasiliana, abbiamo saputo di una conferenza di Francesco Gesualdi solo al nostro ritorno a Dom Pedro; così come altre proposte interessantissime ci sono sfuggite a causa delle distanze enormi tra un evento e l’altro e per l’organizzazione un po’ brasiliana, ovvero piuttosto elastica quanto a luoghi e orari.

2 thoughts on “Forum Mondiale dei Teologi della Liberazione e Forum Sociale “Un altro mondo è possibile”

  1. donambro 27 febbraio 2009 / 9:08 am

    Mi ha colpito la tua visione critica, esempio di una grande chiarezza mentale.
    Effettivamente bisogna evitare di trasformare la teologia cristiana in una filosofia a la page, priva del riferimento fondativo a Cristo.
    Ti condivido che abbiamo fatto un bell’incontro di missionari italiani dell’aera andina a Lima: in quell’occasione il “pezzo forte” è stato l’intervento dell’ottantenne Gustavo Gutiérrez, che è stato capace di dare una visione di realismo e forte speranza, con concetti simili a quelli che avevi diffuso in una recente mail su la teologia come una lettera d’amore.
    I riferimenti a questi contenuti si possono trovare in questo stesso blog.

  2. maria soave 1 marzo 2009 / 12:35 pm

    Ciao, io non ho potuto partecipare al forum di teologia e liberazione perchè ero all’ incontro bolivariano dei fidei donum, ma sono a rrivata a Belèm per il forum sociale e ho convissuto con persone che hanno partecipato al forum di teologia, persone di diversi paesi, sia dal Brasile, dall’ Italia, dall’ Argentina, da Cuba…persone di diverse chiese cristiane…ho sentito da molte parti la stessa riflessione di Marco, che cioè al forum di teologia non si è fatta teologia…e questa mi sembra una questione molto seria….mi pare che il forum di teologia sia stato segnato da una serie di conflitti interni organizzativi e questo poi riflette su contenuti, produzioni e metodi…non è stato poi certamente un forum mondiale di teologia e liberazione ma un forum pan amazzonico su temi specifici di questa regione….
    riguardo al forum sociale…era il mio 4 forum sociale…sia nella partecipazione, sia nell’ oragnizzazione di laboratori….questo forum è stato marcato dalla forte disorganizzazione, un grande problema è stata la geografia che non permetteva il dislocamento facile sul territorio del forum…la forte partitizzazione dell’ organizzazione ( cn molti soldi pubblici…), questo svuota di forza il movimento sociale….credo, come dice giustamente Marco che vada rivista la metodologia ddel forum che non risponde più….in tempi di iopermodernità io credo non funzioni un polverizzarsi in incontri, laboratori, senza dare un criterio chiaro affinchè la gente possa scegliere…e poi non si riesce più a fare una piattaforma di azione comune…senza contare il delirio di immondizia che è stato prodotto in quei giorni….sarebbe stato molto più profetico visibilizzare un altro mondo possibile attraverso la pratica di una settimana dove non si produce immondizia…persino l’ acqua potabile è stata commercializzata…dov’ è un altro mondo possibile senza idro businness e agrobusinnes….???? E la realtà della gente impoverita che affollava la favela di fronte alla sede del forum…non è stata neppure sfiorata in quei giorni…erano mondi paralleli…quello dei discorsi su un altro mondo possibile…e quello della lotta quotidiana ed ambigua per un altro, questo, mondo possibile….soave

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