Mons. Renato Corti, vescovo di Novara ha visitato il Burundi

Si è appena concluso un nuovo viaggio missionario di don Mario Bandera, direttore del centro missionario di Novara: insieme con lui, dal 23 al 30 gennaio il vescovo Renato Corti, il suo segretario don Gian Luigi Cerutti, i missionari diocesani rientrati don Giancarlo Masseroni e don Alberto Olivo, ed il direttore della Caritas don Dino Campiotti si sono recati in Burundi, un paese africano tra i più poveri del mondo, in visita ai sacerdoti fidei donum di Novara, don Carlo Masseroni e don Massimo Minazzi, dimostrando così l’attenzione e l’affetto con cui la diocesi di Novara segue l’azione di promozione umana e d’evangelizzazione in Burundi. Vi invitiamo a leggere alcuni stralci di quanto ha scritto mons. Corti di ritorno dalla ricca esperienza missionaria.

“Miei cari, anche questa volta il viaggio missionario in Burundi per incontrare i nostri sacerdoti fidei donum, le Religiose e i Religiosi che lavorano in quella nazione, ha accresciuto in me la consapevolezza di quanto sia difficile e duro il cammino dei popoli. Nel medesimo tempo mi ha permesso, ancora una volta, di toccare con mano i segni del Regno di Dio che viene a illuminare la vita di ogni creatura umana e a renderla coraggiosa nell’affrontare l’esistenza. (…) In questa breve lettera non è possibile nemmeno ricordare tutti i “segni” del Vangelo che abbiamo incontrato in Burundi. Però essi ci sono, e sono tanti. Veramente si può dire che se i problemi non mancano, non mancano nemmeno coloro che quotidianamente vincono con il bene il male. (…) Questi incontri e tutti gli altri che abbiamo vissuto, mi hanno interiormente persuaso che l’umanità ha veramente bisogno di uomini e donne capaci di rivelare la grande energia racchiusa nel Vangelo. Come nella materia è racchiusa un’energia potentissima, che chiamiamo atomica, così è per il Vangelo e dell’incontro con il Signore Gesù Cristo. Se nel caso dell’atomo sono gli scienziati ad essere capaci di liberare le energie nascoste, per quanto riguarda l’energia divina racchiusa nel Vangelo (e, più profondamente, nella persona stessa di Gesù) sono i santi. È dunque di loro che abbiamo bisogno.

È sotto gli occhi di tutti il fatto che noi cristiani siamo sempre a rischio di essere colpiti e indeboliti dalla nostra mediocrità spirituale. In tal caso l’energia del Vangelo non viene liberata. Dobbiamo dunque lasciarci condurre dai santi: persone che hanno una percezione singolarmente profonda della Parola di Dio (anche di una sola parola del Vangelo) e che, a partire da quella intuizione, si lasciano condurre dallo Spirito Santo a diventare un Vangelo vivente. I vari fondatori delle famiglie religiose che abbiamo incontrato, sono persone di questo genere. Dietro a loro, tanti discepoli ne seguono le orme che, in realtà, sono quelle di Cristo. La vita consacrata, soprattutto femminile, mi è parsa, in questi giorni, come una realtà fondamentale per la vita della Chiesa e per una sua presenza nel mondo che significhi chinarsi amorevolmente sull’uomo.

Domenica 25 gennaio abbiamo celebrato la Messa festiva nella parrocchia nella quale presta il suo ministero, da un anno e mezzo circa, il nostro don Massimo Minazzi in collaborazione con un sacerdote bresciano. La parrocchia è molto popolosa. Oltre al centro parrocchiale vi sono diverse chiese succursali. Prima che cominciasse la Messa già era presente molta gente. La celebrazione della santa Messa è stata un grande momento di gioia e ha visto l’intensa partecipazione di tutti i presenti (circa duemila persone).

A dominare la celebrazione sono stati i canti, sostenuti dal coro degli alunni della Scuola Superiore. A loro si univa tutta la folla. Uno spettacolo – va detto – non facile a vedersi in Europa. Oltre al canto, le danze: due file di bambine e ragazzine. Un gruppo eseguiva una danza delicata; un altro, una danza piuttosto scatenata. Numerosissimi i bambini presenti. Molti di loro erano a piedi nudi e vestiti con l’unico abito che posseggono, che è veramente un piccolo straccetto. Le donne, con i loro vestiti multicolori, davano il senso della festa. Moltissimi anche gli uomini (e pure questo è un aspetto su cui dovremmo meditare a casa nostra, qui in Europa).

Auguro ogni bene a don Carlo Masseroni e a don Massimo Minazzi. Rivolgo un augurio e un ringraziamento anche a tutti i Missionari e le Missionarie di cui abbiamo fatto conoscenza. Conserveremo molto vivo nel nostro cuore il ricordo di loro.

+ Renato Corti

Novara, 31 gennaio 2009

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...