Attualità sociale in Camerun

Le piogge sono finite e i sei mesi della “stagione secca” sono cominciati: il verde che ci aveva finora circondato sta lasciando molto velocemente lo spazio al grigio del secco e della polvere della sabbia del Sahara mischiato al colore rossastro della latterite delle piste della savana. E’ questo anche il periodo della raccolta: quest’anno sembra buona, là dove non è stata rovinata dalla troppa acqua o dalla mancanza di concime.

A livello sociale e civile, sia in città che nei villaggi e con modalità diverse, mi sembra di leggere segnali contrastanti (mentre la corruzione e l’arricchimento di pochi a discapito di ciò che dovrebbe essere patrimonio e denaro pubblico, è ancora denominatore comune che mina le basi della società). Da un lato mi sembra di vedere segnali di progresso, ma questi convivono insieme ad altri di segno opposto: ad esempio, sono arrivati per la prima volta in città con grande sorpresa di tutti e continuano il loro buon lavoro, vari camion per la raccolta della spazzatura e la Comunità Europea insieme allo Stato Camerunese ha finalmente sistemato in modo egregio l’unica strada asfaltata che da noi raggiunge l’estremo nord, ma tutto questo sta insieme alla pessima condizione delle poche strade asfaltate di Garoua che è sempre più quella di un “groviera lunare”, così come lo sono alcune delle principali piste della brousse (rendendo così difficile il commercio tra città e villaggi); l’informatica avanza e sempre più gente ci studia e ci lavora, ma se esci di pochi chilometri dalla città trovi la maggior parte della gente che (soprav-)vive di agricoltura e che per preparare il campo usa una piccola zappa, così come per irrigare i propri campi attende l’arrivo della pioggia, perché solo in pochi si sono attrezzati con una motopompa adatta all’irrigazione; i raccolti di quest’anno per la maggior parte sembrano essere buoni, ma molti di essi sono stati rovinati dall’aver seminato troppo presto/tardi rispetto alla pioggia o dalla violenza della pioggia stessa o dal fatto che non è stato dato il concime, perché il suo prezzo (distribuito da un’unica Società, la Sodecoton, che è anche la Società che fa lavorare la gente per coltivare il cotone) diventa sempre più esorbitante, così come stanno lievitando considerevolmente i prezzi dei generi di prima necessità; anche la sanità totalmente a carico del cittadino rallenta le famiglie nel dare una pronta e adeguata cura a chi è malato, anche se sempre più gente capisce l’importanza di farsi curare; e anche la mancanza di università si fa sentire pesantemente sui giovani e sulla società in questa parte del paese.

Tutto questo crea una situazione per così dire “precaria”, fragile, come se fossimo costantemente sotto una grande spada di Damocle che ci può cadere sulla testa da un momento all’altro e che può rovinare ciò che faticosamente si è costruito e si sta costruendo.

Dentro tutta questa realtà devo dire che sono contento di dare il mio povero contributo da prete che annuncia il Vangelo di Gesù, cercando di capire ciò che gli sta attorno e di dare una testimonianza il più possibile incarnata e per questo credibile.

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