Il problema della fame e la ingiustizia economica secondo la CEI

“Con i mezzi di cui oggi l’umanità dispone è moralmente inaccettabile che vi siano ancora migliaia di persone che muoiono di fame, restando insoddisfatto il loro bisogno primario di accesso al cibo (…). Lo sviluppo dell’agricoltura e l’attenzione al mondo rurale devono essere ben presenti a quanti sono chiamati a compiere scelte politiche di lungo respiro”: è centrato sulla problematica della crisi alimentare mondiale il messaggio della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, in vista della “Giornata del ringraziamento” che si celebrerà il prossimo 9 novembre. “Il problema della fame -sottolinea la Commissione della Conferenza episcopale italiana (Cei) – con la sua drammatica rilevanza etica e politica, non dipende tanto dalla disponibilità complessiva di cibo a livello globale, quanto dalla distribuzione non equa delle capacità di produzione e da fattori di arretratezza e ingiustizia economica e sociale, per i quali troppi esseri umani non hanno ancora un adeguato accesso agli alimenti anche in aree e Paesi del mondo autosufficienti quanto alla produzione agricola”.

La prossima Giornata del Ringraziamento, auspica l’organismo presieduto da monsignor Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea, sarà “un’occasione di riflessione per contribuire alla realizzazione della pace attraverso la giustizia, con particolare riferimento alla destinazione universale delle risorse alimentari”. Un richiamo – si legge ancora nel messaggio – “che si colloca in un periodo segnato da un fenomeno, manifestatosi negli ultimi anni con caratteristiche inedite e, per molti versi, drammatiche, che ha come risultante la crescita incontrollata dei prezzi dei prodotti alimentari”. L’attuale crisi, sottolinea la Commissione, “non è più limitata, come nel passato, a poche aree del pianeta, ma è tendenzialmente estesa anche a quelle popolazioni da tempo considerate immuni da tale rischio”. Tra le cause evidenziate, l’organismo episcopale cita, oltre ai mutamenti climatici, all’aumento della domanda da parte di paesi emergenti e ai biocarburanti, una “crescita del prezzo e speculazioni finanziarie sul petrolio e sulle derrate alimentari”, fonte di una situazione “determina una redistribuzione del reddito tanto più odiosa, quanto più penalizzante per i paesi poveri”. Come altri settori che fanno riferimento alla convivenza umana, “anche l’agricoltura deve essere considerata una componente essenziale del bene comune” ricorda la Commissione della Conferenza episcopale italiana (Cei), riconoscendo che La festa del Ringraziamento invita ogni anno le comunità cristiane a rinnovare a colui che è il Signore del cielo e della terra sentimenti di vera gratitudine per la ricchezza dei doni del creato, ma anche a un sincero esame di coscienza.

Fonte: http://www.misna.org

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