Auguri di Buona Pasqua!

Con l’augurio di “pace e bene ”, vi comunico un gesto, appreso dalla gente del Brasile, e che mi ha accompagnato nella quaresima.

Molte persone, entrando in chiesa, si rivolgono verso la croce: toccano il Crocifisso con le mani, appoggiano la testa al Tabernacolo, e rimangono in silenzio. E’ la forza di un incontro, quasi un abbraccio.

Avvicinando la sofferenza di tante famiglie, provate dalle divisioni, dalla miseria, dalla violenza, sono colpito dalla testimonianza di donazione.

Il fatto di non riuscire a comunicare in modo corretto e libero, mi ha reso più attento nell’ascoltare, nel dare consigli: ho così ripetuto il gesto di avvicinare la croce, come sostegno, forza, fiducia. Per sperimentare insieme la misericordia.

IL Crocifisso non ci fa una teoria sul dolore: il Signore lo vive; e neanche ci dice subito che il dolore è un valore …

Ci invita a vivere il dolore come Lui ha vissuto la croce, nella fedeltà all’ amore del Padre.

E ancora: se dalla mia croce hai imparato a dare un nome al dolore, questo deve essere un evangelo;

non soltanto per te, ma per tutti i fratelli, soprattutto quelli che soffrono.

Anche se difficile,non possiamo sottrarci ad annunciare il vangelo del Crocifisso-Risorto”.

Ho sentito, in questa “consegna” al Crocifisso, la comunione con gli amici missionari nel mondo,con le persone che alla partenza mi hanno promesso la vicinanza con l’offerta del loro dolore e della situazione di famiglia. Una vera forza, per la missione.

Nel tempo i quaresima, la chiesa del Brasile ci ha rivolto un appello, per “ SCEGLIERE LA VITA”Dt 30,19.

Siamo chiamati a sostenere il desiderio di tante mamme, papà, giovani che sognano un domani diverso, nel rispetto di ogni creatura. I Centri di Accoglienza per i bambini e i ragazzi vogliono essere un segno di speranza. E’ stato possibile avviare il servizio in un altro bairro, e sistemare i locali di un ambiente molto povero, costruendo una struttura di riparo dal sole.

Il Crocifisso della nostra chiesa è avvolto da una grande luce; richiamo alla risurrezione, all’amore che dà senso al dolore.

“La fede è una sorta di intenerimento, che prende tutti coloro che accettano di lasciarsi commuovere dalla fatica che Dio deve fare per farsi capire e accettare …”

Andiamo avanti!

Lo sguardo alla croce ci doni la sensibilità di imparare a “commuoverci” per i fratelli, con gesti delicati e concreti. Per vivere la tenerezza di Dio, e condividere le fatiche, credendo insieme nell’amore e nella vita.

Una certezza ci accompagna: il Signore è risorto e ci precede lungo il cammino.

Con una preghiera per tutti, un forte abbraccio. don Aldo Busso

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