Per una spiritualità missionaria ed ecologica

<em><strong>In margine all’incontro dei missionari e missionarie italiani in Brasile</strong></em>. – Manaus 2008

E´sempre un´esperienza di profonda Grazia poterci ritrovare insieme, in una manciata di giorni, dopo aver percorso migliaia e migliaia di kilometri. Siamo uomini e donne che hanno consegnato la loro vita all´esperienza fondante della sequela di Gesù, nell´<strong>essere ponte dello scambio evangelico tra le Chiese</strong>, nell´evangelizzazione che é tale perché si fa promozione integrale della persona umana. Missionari e missionarie delle diverse Chiese italiane al servizio dell´Annuncio, della Rinuncia e della Denuncia che il Vangelo di Gesù Cristo ci impulsa a vivere, un evangelizzare che, nelle relazioni quotidiane con le persone impoverite della Storia e con il Dio di questa Storia in mezzo ai poveri, si fa non solo un evangelizzare, ma esperienza totale dell´essere evangelizzati.<!–more–>

Scopriamo con gli occhi meravigliati dei bambini a cui appartiene il Regno che é di Dio, che la missione e l´evangelizzazione, sono abbracciate in un abbraccio stretto con l´esperienza simultanea dell´essere evangelizzati da queste immense masse di impoveriti che percorrono i cammini impolverati e non sempre chiari delle strade della Storia.  Siamo giunti alla riva del Fiume-Mare, quando il fiume Solimões si congiunge lentamente al fiume Negro dando origine al fiume delle Amazzoni. Siamo arrivati da mille strade diverse, dalle terra di tonalità diverse, da diversi climi e vegetazioni, da diverse altitudini e acque alla città di Manaus per condividere, in una manciata di giorni di convivenza, amicizia e tenerezza, il nostro vivere la missionarietá, il nostro essere ponti di scambio, comunione e dialogo tra la Chiesa del Brasile e la Chiesa italiana.  Le nostre valigie e i nostri zaini erano ricolmi della vita delle comunità con cui condividiamo la missione. Avevamo portato sulle spalle nei lunghi viaggi fino a Manaus le manciate di terre dall´ocra al rosso mattone; pugni di terre delle regioni semiaride, alle terre morbide e fertili delle pianure; dalle terre del campo spesso imprigionate dal filo spinato dei latifondisti, alle terre inquinate delle grandi megalopoli di questo paese dalle dimensioni di un continente. Abbiamo messo insieme in momenti quotidiani di celebrazioni eucaristiche, di preghiera di salterio e di condivisione di vita, le nostre terre, le terre del dolore dell´ingiustizia e le terre della vittoria della solidarietà: la terra condivisa tra i poveri, che diviene segno della Terra senza male che chiamiamo Regno di Dio. Queste terre, allo stesso tempo riarse e feconde, aride e bagnate dalle lacrime delle lotte e dei sogni, umide di soffio di speranza e di preghiera, le terre delle nostre vite, delle vite della nostra gente, in Brasile e delle nostre comunitá italiane che vivono la profezia della sobrietà e della condivisione, sono state irrigate dalla Parola. La buona Notizia, come é scritto nel Vangelo di Luca al capitolo quattro, é divenuta Buona Realtà, quella Parola che si compie “oggi”, adesso, nella Storia dove abita Dio ( Esodo 3,7) e dove il Figlio Gesù ha messo la sua umile tenda ( Giovanni 1,14).  La Parola di Dio ci ha animati, uomini e donne, sacerdoti, suore, persone laiche e famiglie, nel cammino dell´essere testimoni della Speranza, testimoni dell´unico annuncio essenziale, l´annuncio del Signore Risorto che vince tutte le forme di morte. La Parola di Dio ci ha animati con l´annuncio del profeta Michea: “ Persona umana, ti é stato insegnato ciò che é buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la misericordia fin dal basso, dal luogo dei più poveri, e camminare umilmente con il tuo Dio” ( Michea 6,8).  La Parola di Dio che é “ Lampada per i passi e Luce per il cammino” ( Salmo 118 ) ci ha rimessi in piedi, senza indugi, con i piedi in partenza come i discepoli di Emmaus dopo l´incontro con Gesú fatto Parola e Pane spezzato ( Luca 24,33).  Il giorno é iniziato all´alba con una celebrazione eucaristica. In seguito abbiamo percorso il nostro agire missionario in una giornata di celebrazione, un tempo di meditazione e di condivisione itinerante lungo gli spazi di alberi e verde della casa salesiana che ci ha ospitato durante l´incontro.  Come i nostri padri e le nostre madri nella fede, abbiamo fatto una memoria esodale di Pasqua e di liberazione, della Gente, dell´Acqua, della Terra, dell´Aria e del Fuoco. Percorrendo un cammino in spazi aperti, come, al tempo dell´Esodo di Liberazione, erano le Tende. Abbiamo camminato pregando e cantando i canti e le preghiere delle nostre comunitá, canti e preghiere che sono tatuati sulle nostre pelli come la vita della nostra gente e delle comunitá che serviamo, canti e preghiere che sappiamo a memoria, che cioé ricordiamo, perché hanno dimora nel nostro cuore. Abbiamo camminato cantando e pregando. Ci siamo fermati lungo spazi sacri di sosta .

Nello spazio sacro della <strong>Terra </strong>abbiamo messo le immagini sacre delle nostre comunitá, i nostri pellegrinaggi popolari, la Madonna di Guadalupe patrona di questa “Patria Grande”, un giorno anche “Matria”,Pacha Mama, Pindorama, Araucania, Abya Ayala, che chiamiamo America Latina. Abbiamo, sotto l´ombra accogliente degli alberi di jambu, condiviso i semi che avevamo portato dalle nostre terre, i semi di speranza, quell´instancabile gesto del seminatore che, nella parabola che Gesú ci ha lasciato e che ha accompagnato una celebrazione eucaristica, esce sempre, insipendentemente di quale sia il tipo di terra, a seminare. Questa é la nostra vocazione: continuare a sperare, a credere, a confidare,a seminare.  In questo spazio sacro di Terra abbiamo anche fatto memoria, ricordato, riportato al cuore,i molti uomini e donne che hanno percorso il cammino della Missione in queste terre e che adesso abitano per sempre nel cuore di Dio, abbiamo ricordato i nostri martiri che hanno fecondato questa terra con il loro sangue. Abbiamo anche ricordato i nostri nomi, di uomini e donne che oggi percorro il cammino del Vangelo. Infine abbiamo anche chiamato le nuove generazioni, i nostri figli presenti all´incontro, Matteo Thiago di pochi mesi, Zaccaria appena arrivato con la sua mamma Loredana e il suo papá gabriele e poi Matteo e Andrea.

Nello spazio sacro di <strong>Aria </strong>abbiamo cantato lungamente canti di acclamazione alla Parola di Dio, sentendo il profumo di incenso delle molte radici di questa terra di Amazzonia e Anna Maria, missionaria laica quasi ottantenne, matriarca del cammino della Missione in Brasile ci ha annunciato con voce tuonante il brano del profeta Isaia ( 65,17-25).

Nello spazio sacro di <strong>Fuoco </strong>seduti intorno ad una vigorosa fiamma ardente, abbiamo contemplato in silenzio le nostre esperienze di spiritualitá missionaria. Abbiamo provato a fare “teologia” a dire cioé, in modo trasparente e semplice la nostra esperienza di Dio. Lo abbiamo fatto non usando solo il classico codice liguistico della parola o della scrittura spesso saturate e “strette” e che non sempre ci permettono di “balbettare” il nostro dire Dio.  Abbiamo condiviso, intorno al Fuoco che é Gesú Risorto, attraverso il linguaggio dell´argilla con cui avevamo modellato il nostro dire l´esperienza di Dio, un´esperienza di spiritualitá missionaria e abbiamo ascoltato la trasparenza della testimonianza di molti fratelli e sorelle. Lacrime di gratitudine e di allegria hanno percorso i nostri volti in questo spazio di fuoco e di misericordia.

Il nostro cammino di Pasqua e di Esodo si é concluso in uno spazio di <strong>Acqua </strong>tra gli alberi di mango, abbiamo condiviso benedizione e castagne dell´Amazzonia perché il nostro cuore ed il nostro corpo avessero forze ed energie per continuare il cammino missionario di scambio e dialogo tra Chiese.  “Saper aspettare, sapendo allo stesso tempo forzare, l´ora di quell´urgenza che non ci permette piú aspettare” (Mons. Pedro Casaldáliga, vescovo emerito del Mato Grosso).

Alla fine di questo nostro incontro di spiritualitá missionaria e sfide ecologiche a partire dall´Amazzonia, i nostri occhi erano ricolmi di gratitudine. <strong>Gratitudine </strong>per il dono che Dio ci fa della fede e della missione. Gratitudine per questi giorni di convivenza fraterna, nell´umiltá e nella ricchezza della condivisione di ció che siamo, della nostra fede, di ció che possiamo, di ció che sappiamo e di ció che viviamo. Gratitudine per la presenza della Chiesa italiana attraverso Mons. Pellegrini dell´Ufficio Nazionale e dei fratelli del CUM, essi ci richiamano sempre uno dei perché della missione che é proprio lo scambio fraterno e dialogante tra le Chiese. Gratitudine per il dono che abbiamo di vivere in questa terra di immense acque e immense terre. Gratitudine, infine, per il fuoco del vangelo e della sua giustizia che ci scalda e ci consuma dentro, affinché quest´acqua e questa terra siano rispettate e siano madri per tutti gli esseri vivi, soprattuto i piú poveri, sapendo che la terra e l´acqua non sono un´ereditá che lasciamo ai nostri figli ma che sono un umile prestito che chiediamo loro.  Il Signore Risorto continui sempre a guidarci lungo il cammino dei poveri e della difesa della vita. Lui che é Cammino, Veritá e Vita.  Amen. <strong> </strong>

<strong><em>Maria Soave</em></strong>

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