Articoli taggati messaggio

Mons. Pichierri e la sua diocesi missionaria

S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri è l’attuale Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie; in occasione dell’Ottobre Missionario 2009 ha lanciato varie iniziative missionarie per la sua diocesi, sulla base dei temi principali del messaggio del papa per la giornata missionaria 2009.
Leggi il seguito di questo post »

Lascia un Commento

Messaggio di Benedetto XVI per la giornata missionaria mondiale 2009

“Le nazioni cammineranno alla sua luce” (Ap 21, 24)
In questa domenica, dedicata alle missioni, mi rivolgo innanzitutto a voi, Fratelli nel ministero episcopale e sacerdotale, e poi anche a voi, fratelli e sorelle dell’intero Popolo di Dio, per esortare ciascuno a ravvivare in sé la consapevolezza del mandato missionario di Cristo di fare “discepoli tutti i popoli” (Mt 28,19), sulle
orme di san Paolo, l’Apostolo delle Genti.
Le nazioni cammineranno alla sua luce” (Ap 21,24). Scopo della missione della Chiesa infatti è di illuminare con la luce del Vangelo tutti i popoli nel loro cammino storico verso Dio, perché in Lui abbiano la loro piena realizzazione ed il loro compimento.
Dobbiamo sentire l’ansia e la passione di illuminare tutti i popoli, con la luce di Cristo, che risplende sul volto della Chiesa, perché tutti si raccolgano nell’unica famiglia umana, sotto la paternità amorevole di Dio.

È in questa prospettiva che i discepoli di Cristo sparsi in tutto il mondo operano, si affaticano, gemono sotto il peso delle sofferenze e donano la vita. Riaffermo con forza quanto più volte è stato detto dai miei venerati Predecessori: la Chiesa non agisce per estendere il suo potere o affermare il suo dominio, ma per portare a tutti Cristo, salvezza del mondo. Noi non chiediamo altro che di metterci al servizio dell’umanità, specialmente di quella più sofferente ed emarginata, perché crediamo che “l’impegno di annunziare il Vangelo agli uomini del nostro tempo… è senza alcun dubbio un servizio reso non solo alla comunità cristiana, ma anche a tutta l’umanità” (Evangelii nuntiandi, 1), che “conosce stupende conquiste, ma sembra avere smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa esistenza” (Redemptoris missio, 2).
Leggi il seguito di questo post »

Commenti (1)

I fideidonum di Huacho per l’assemblea del clero

I fideidonum di Huacho per l’assemblea del clero diocesano di Milano

Noi Sacerdoti Fidei Donum inviati a Huacho – Perú abbiamo condiviso alcune riflessioni in vista dell’assemblea diocesana del clero. Le offriamo con fiducia e come un segno di una comunione che sentiamo reale con la nostra chiesa di origine e con il presbiterio di cui continuiamo ad essere membri.

1. Istruiti dalla missione

Nella nostro incontro di gruppo ci siamo riconosciuti “istruiti dalla missione”sia sul versante personale che comunitario. Riporto una piccola antologia di osservazioni su questo tema:

- Qui devi comunicare, ascoltare e non fare, proporre e non imporre, valorizzare la presenza dei laici, delle religiose. In questo modo impari e ti purifichi.

Forse é questo lo stile “eucaristico” che dovremmo apprendere e insegnare e vivere nella Santa Messa che, con gli anni, ti accorgi che é la ricchezza, più grande che hai, l’occasione più feconda per entrare nella vita della gente, lo stile vero che devi dare.

- Nel nostro contesto l’Eucaristia non è assicurata per tutte le comunità: soprattutto i piccoli pueblos delle zone agricole sono visitati solo raramente dal sacerdote.

Sentiamo l’importanza di una linea pastorale che formi i laici e faciliti la realizzazione dell’incontro domenicale delle piccole comunità anche in assenza di celebrazione eucaristica.

- Da un anno sto ascoltando e osservando. Obbligato prima dalla precarietà del mio castigliano, poi da una realtà che andava articolandosi diventando sempre più complessa, il mio udito e la mia vista si abituavano piano piano ad ammettere: “questo non l’avevo ancora visto”… “questo l’avevo capito diversamente”… “qui mi ero proprio equivocato!”. Vedere e ascoltare non sono per me attitudini nuove ma la missione in un altro continente le hanno fatte diventare scelta strategica, opzione pastorale, obbedienza a una storia sacra.

- La mia fede, specialmente il primo anno, l’ho dovuta rivedere. Mettere alla prova. Confrontare. Il contatto con civiltà antiche, con popoli che per secoli hanno vissuto senza Cristo, alcune modalità di evangelizzazione che imponeva la fede, che non era sostenuta da una chiesa sempre esemplare, tutto questo ti pone tante domande: Ma é proprio la nostra piccola croce di Gesù a salvare?

Sì, é proprio la Croce di Gesù, la luce che mi ha illuminato nei turbamenti più profondi, di fronte al dolore, la ingiustizia, la cattiveria. Vedere certe donne, persone umiliate… solo guardando il crocefisso ti si apriva il cuore a dare una parola di speranza. Allora capisci che forse é la storia del dolore il vero denominatore comune di tutte le storie di popoli e persone. Tutti sono nel dolore e quindi Gesù, crocifisso, risorto, diventa il fratello universale. E nasce la speranza.

2. Un contributo sul metodo della Assemblea del clero.

Un contributo della Chiesa Latinoamericana è sicuramente il metodo del Vedere, Valutare, Agire (ver, juzgar, actuar), utilizzato anche nell’ultima conferenza dell’episcopato latinoamericano ad Aparecida. Il “vedere” si può facilmente sovrapporre all’ “ascoltare” della nostra chiesa di Milano. Speriamo proprio che faccia suo questo metodo nelle sue tre tappe, riconoscendone esplicitamente la paternitá Latinoamericana fin dal 1968 (Medellin)! La chiesa sudamericana da decenni ha praticato l’ascolto della realtà, per comprenderne i cambiamenti e i segni dello Spirito. Riconoscere esplicitamente questa ricchezza metodologica sarebbe un bel gesto di accoglienza dell’esperienza delle altre chiese, con le quali la Diocesi di Milano sta collaborando da anni.

3.I frutti sperati dall’assemblea del clero diocesano.

A) L’ascolto permanente e personale che precede ed accompagna le decisioni che toccano la vita del prete.

Non pensiamo che il tema dell’ascolto del clero si esaurisca nel tempo e nelle modalità di una grande assemblea. C’è un ascolto che passa nella relazione personale e non può essere mediato da grandi strumenti. Anche il sacerdote diocesano, preparato per ascoltare, ha bisogno di chi lo ascolti. A un livello profondo di accompagnamento spirituale, ma anche al livello ugualmente importante della programmazione pastorale. I grandi cambi di rinnovamento della vita diocesana in questi anni hanno toccato concretamente non solo la funzione del prete, ma anche la sua vita personale.

C’è chi ha sofferto ristrutturazioni pastorali che sono passate sopra la sua testa. C’è una grande sete di essere ascoltati e presi in considerazione dai superiori. Si cerca e si attende una possibilità di ascolto e colloquio personale. Questa è la base per una serenità anche nei momenti delicati dei cambi. É questione di rispetto e di attenzione alla persona ed è un metodo che scioglie in anticipo molti possibili elementi di crisi.

B) La crescita ed il rinnovamento di una disponibilità reale ad andare, partire ancora, senza timore.

La vita qui in Perù ci aiuta a semplificare un po’ tutto: esigenze, attese, fede, bisogni. Non ha tolto però quell’ansia apostolica che ci hanno dato i nostri padri…nei seminari; e questa voglia apostolica la consideriamo una delle realtà più belle ricevute da Milano e bel regalo da dare alla diocesi qui. L’idea che il tempo va sempre sfruttato per avvicinare tutti e colorare di fiducia cristiana la vita.

La missione ci ricorda che la pastorale non si rinchiude negli spazi del religioso, ma è impulso profondo e perenne a lasciarsi attrarre per Gesù là dove gli uomini amano, vivono, soffrono per condividere le loro attese e speranze profonde permettendo che la luce del vangelo le illumini.

Commenti (1)

Messaggio per la giornata della pace 2009

COMBATTERE LA POVERTÀ, COSTRUIRE LA PACE

1. Anche all’inizio di questo nuovo anno desidero far giungere a tutti il mio augurio di pace ed invitare, con questo mio Messaggio, a riflettere sul tema: Combattere la povertà, costruire la pace. Già il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 1993, aveva sottolineato le ripercussioni negative che la situazione di povertà di intere popolazioni finisce per avere sulla pace. Di fatto, la povertà risulta sovente tra i fattori che favoriscono o aggravano i conflitti, anche armati. A loro volta, questi ultimi alimentano tragiche situazioni di povertà. « S’afferma… e diventa sempre più grave nel mondo – scriveva Giovanni Paolo II – un’altra seria minaccia per la pace: molte persone, anzi, intere popolazioni vivono oggi in condizioni di estrema povertà. La disparità tra ricchi e poveri s’è fatta più evidente, anche nelle nazioni economicamente più sviluppate. Si tratta di un problema che s’impone alla coscienza dell’umanità, giacché le condizioni in cui versa un gran numero di persone sono tali da offenderne la nativa dignità e da compromettere, conseguentemente, l’autentico ed armonico progresso della comunità mondiale » [1].
Leggi il seguito di questo post »

Lascia un Commento

La inculturación de la Palabra de Dios hoy

En la Biblia se encuentra la raíz de nuestra grandeza y mediante ella podemos presentarnos con un noble patrimonio a las demás civilizaciones y culturas, sin ningún complejo de inferioridad. Por lo tanto, todos deberían conocer y estudiar la Biblia, bajo este extraordinario perfil de belleza y fecundidad humana y cultural.

No obstante, la Palabra de Dios – para usar una significativa imagen paulina – «no está encadenada» (2Tm 2, 9) a una cultura; es más, aspira a atravesar las fronteras y, precisamente el Apóstol fue un artífice excepcional de inculturación del mensaje bíblico dentro de nuevas coordenadas culturales. Es lo que la Iglesia está llamada a hacer también hoy, mediante un proceso delicado pero necesario, que ha recibido un fuerte impulso del magisterio del Papa Benedicto XVI. Tiene que hacer que la Palabra de Dios penetre en la multiplicidad de las culturas y expresarla según sus lenguajes, sus concepciones, sus símbolos y sus tradiciones religiosas. Sin embargo, debe ser capaz de custodiar la sustancia de sus contenidos, vigilando y evitando el riesgo de degeneración.

La Iglesia tiene que hacer brillar los valores que la Palabra de Dios ofrece a otras culturas, de manera que puedan llegar a ser purificadas y fecundadas por ella. Como dijo Juan Pablo II al episcopado de Kenya durante su viaje a África en 1980, «la inculturación será realmente un reflejo de la encarnación del Verbo, cuando una cultura, transformada y regenerada por el Evangelio, produce en su propia tradición expresiones originales de vida, de celebración y de pensamiento cristiano».

Sínodo de los Obispos 2008, Mensaje al pueblo de Dios, n. 15

Lascia un Commento

La misión de anunciar la palabra según el último Sínodo

«Porque de Sión saldrá la Ley y de Jerusalén la palabra del Señor» (Is 2,3). La Palabra de Dios personificada “sale” de su casa, del templo, y se encamina a lo largo de los caminos del mundo para encontrar el gran peregrinación que los pueblos de la tierra han emprendido en la búsqueda de la verdad, de la justicia y de la paz. Existe, en efecto, también en la moderna ciudad secularizada, en sus plazas, y en sus calles – donde parecen reinar la incredulidad y la indiferencia, donde el mal parece prevalecer sobre el bien, creando la impresión de la victoria de Babilonia sobre Jerusalén – un deseo escondido, una esperanza germinal, una conmoción de esperanza. Come se lee en el libro del profeta Amos, «vienen días – dice Dios, el Señor – en los cuales enviaré hambre a la tierra. No de pan, ni sed de agua, sino de oír la Palabra de Dios» (8, 11). A este hambre quiere responder la misión evangelizadora de la Iglesia.

Asimismo Cristo resucitado lanza el llamado a los apóstoles, titubeantes para salir de las fronteras de su horizonte protegido: «Por tanto, id a todas las naciones, haced discípulos [...] y enseñadles a obedecer todo lo que os he mandado» (Mt 28, 19-20). La Biblia está llena de llamadas a “no callar”, a “gritar con fuerza”, a “anunciar la Palabra en el momento oportuno e importuno” a ser guardianes que rompen el silencio de la indiferencia. Los caminos que se abren frente a nosotros, hoy, no son únicamente los que recorrió san Pablo o los primeros evangelizadores y, detrás de ellos, todos los misioneros fueron al encuentro de la gente en tierras lejanas.

Sínodo de los Obispos 2008, Mensaje al pueblo de Dios, parte IV

Lascia un Commento

Sínodo de los Obispos: Mensaje al Pueblo de Dios

El Sínodo de los Obispos sobre la Palabra de Dios, que termina hoy día, presentó un Mensaje al Pueblo de Dios en el que invita a emprender un “viaje espiritual”. La misiva, redactada por el Arzobispo Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consejo de la Cultura y Presidente de la Comisión para la redacción del Mensaje, se desarrolla “en cuatro etapas” para descubrir, vivir y anunciar la Palabra.
El borrador del mensaje había sido presentado por Monseñor Ravasi en el aula el 18 de octubre. El texto suscitó acuerdo inmediatamente en dos puntos: es uno de los textos más bellos redactados por un Sínodo y es muy largo. Según el mismo Prelado explicó antes de leer la versión definitiva este viernes, en estos días ha recibido 52 mensajes de padres sinodales que le han pedido mantener la redacción del mensaje, con pequeños retoques.
A continuación le presentamos el Mensaje al Pueblo de Dios del Sínodo de los Obispos sobre la Palabra de Dios publicado este viernes y traducida y distribuida por la Secretaria General del Sínodo:ç
Leggi il seguito di questo post »

Lascia un Commento

Messaggio per la giornata missionaria mondiale ottobre 2008

“Cari fratelli e sorelle,
in occasione della Giornata Missionaria Mondiale, vorrei invitarvi a riflettere sull’urgenza che permane di annunciare il Vangelo anche in questo nostro tempo. Il mandato missionario continua ad essere una priorità assoluta per tutti i battezzati, chiamati ad essere “servi e apostoli di Cristo Gesù” in questo inizio di millennio. Il mio venerato Predecessore, il Servo di Dio Paolo VI, affermava già nell’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi che “evangelizzare è la grazia, la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda” (n. 14). Come modello di questo impegno apostolico, mi piace indicare particolarmente san Paolo, l’Apostolo delle genti, poiché quest’anno celebriamo uno speciale giubileo a lui dedicato. È l’Anno Paolino, che ci offre l’opportunità di familiarizzare con questo insigne Apostolo, che ebbe la vocazione di proclamare il Vangelo ai Gentili, secondo quanto il Signore gli aveva preannunciato: “Va’, perché io ti manderò lontano, tra i pagani” (At 22,21). Come non cogliere l’opportunità offerta da questo speciale giubileo alle Chiese locali, alle comunità cristiane e ai singoli fedeli, per propagare fino agli estremi confini del mondo l’annuncio del Vangelo, potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede (Rm 1,16)?
Leggi il seguito di questo post »

Lascia un Commento

Combattere la povertà: messaggio del papa per la giornata della pace

Combattere la povertà, costruire la pace”: è il tema del messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione della 42a Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2009, come anticipato oggi in un comunicato diffuso dalla Sala stampa Vaticana. Il tema scelto dal Papa “intende sottolineare la necessità di una risposta urgente della famiglia umana alla grave questione della povertà, intesa come problema materiale, ma prima di tutto morale e spirituale” si legge nella nota ufficiale. “Anche di recente – prosegue il testo – il Santo Padre ha denunciato lo scandalo della povertà nel mondo: «… come si può rimanere insensibili agli appelli di coloro che, nei diversi continenti, non riescono a nutrirsi a sufficienza per vivere? Povertà e malnutrizione non sono una mera fatalità, provocata da situazioni ambientali avverse o da disastrose calamità naturali … le considerazioni di carattere esclusivamente tecnico o economico non debbono prevalere sui doveri di giustizia verso quanti soffrono la fame» (Messaggio di Sua Santità Benedetto XVI alla FAO del 2 giugno 2008)”. “ Lo scandalo della povertà – riferisce ancora la Sala stampa Vaticana – manifesta l’inadeguatezza degli attuali sistemi di convivenza umana nel promuovere la realizzazione del bene comune (cfr Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 69). Ciò rende necessaria una riflessione sulle radici profonde della povertà materiale, quindi anche sulla miseria spirituale che rende l’uomo indifferente alle sofferenze del prossimo. La risposta va allora cercata prima di tutto nella conversione del cuore dell’uomo al Dio della carità (cfr Benedetto XVI, Lett. enc. Deus caritas est), per conquistare così la povertà di spirito secondo il Messaggio di salvezza annunciato da Gesù nel Discorso della Montagna: «Beati i poveri in Spirito, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5,3)”.

Commenti (1)