La famiglia Annechini, Fidei Donum della diocesi di Verona, sta svolgendo il suo servizio missionario a Sao Luís, in Brasile.
In questo bel video presenta i suoi sogni, freschi e profumati di vangelo.
E tu, di che sogno sei?
Articoli taggati laici
I sogni evangelici di una famiglia Fidei Donum
La laica Gabriella Roncoroni guida l’ufficio missionario di Como
Nuova nomina del vescovo Coletti
Spazio ai laici e valorizzazione del genio femminile. Continua su questi due binari la riorganizzazione della diocesi di Como da parte del vescovo, Diego Coletti. A guidare l’Ufficio missionario diocesano è Gabriella Roncoroni. Classe 1964, originaria di Olgiate Comasco, Gabriella insegna religione e fa parte dell’Ordo virginum.
La Diocesi di Como ha circa trecento missionari e missionarie sparsi nel mondo intero e nativi delle sue parrocchie, più una missione guidata da sacerdoti “fidei donum” in Camerun, nella diocesi di Maroua-Mokolo. Primo obiettivo da portare a termine, l’apertura di una nuova missione diocesana in Perù, Diocesi di Carabayllo, alla periferia nord di Lima.
Info: www.centromissionariocomo.it
Fonte: vita.it
Colombia: assassinato un catechista impegnato nella pastorale sociale
Ho trovato questa notizia che ci riporta ancora oggi all’attualità del martirio nel popolo di Dio. Diventi un invito alla preghiera e all’impegno di evangelizzazione. Non più violenza: viva la vita!
Ucciso senza alcun motivo da un gruppo di guerriglieri
BOGOTÁ, lunedì, 15 giugno 2009 (ZENIT.org).- Il Segretariato Nazionale per la Pastorale Sociale della Colombia ha emesso un comunicato rendendo noto il barbaro assassinio di Jorge Humberto Echeverri Garro, 40 anni, professore e agente pastorale ucciso da un gruppo di guerriglieri.
In una nota firmata da monsignor Héctor Fabio Henao Gaviria, direttore del Segretariato, la Pastorale Sociale Nazionale esprime “il suo deciso rifiuto” per l’assassinio del docente, avvenuto a Colonos (Panamá de Arauca, Municipio Arauquita).
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Benedetto XVI: i laici corresponsabili della missione della Chiesa
ROMA, mercoledì, 27 maggio 2009 (ZENIT.org).- I laici non possono più essere considerati “collaboratori” del clero ma devono essere visti come “corresponsabili” della missione della Chiesa, affermó Benedetto XVI martedì pomeriggio, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, in occasione dell’apertura del Convegno ecclesiale della diocesi di Roma che ha per tema “Appartenenza ecclesiale e corresponsabilità pastorale”.
Nel suo indirizzo di saluto, il Cardinale Agostino Vallini, Vicario del Papa per la diocesi di Roma, ha detto “Vogliamo domandarci quanto questa verità di fede sia sentita e praticata dai fedeli, particolarmente dai laici, e quanto la loro appartenenza ecclesiale sia aperta alla corresponsabilità pastorale”, ha poi continuato. Infatti, ha affermato, il mandato missionario di Gesù “non ci lascia tranquilli davanti alle attese degli uomini e delle donne del nostro tempo”.
Nel suo intervento, il Papa ha richiamato i frutti del Concilio Vaticano II, ma allo stesso tempo ha sottolineato come la sua ricezione non sia avvenuta sempre senza difficoltà e secondo una giusta interpretazione, mentre c’è stata la tendenza a identificare la Chiesa con la gerarchia.
In particolare, ha messo in guardia contro una visione puramente sociologica della nozione di Popolo di Dio, avvertendo che il Concilio non ha voluto una rottura, un’altra Chiesa, “ma un vero e profondo rinnovamento, nella continuità dell’unico soggetto Chiesa, che cresce nel tempo e si sviluppa, rimanendo però sempre identico, unico soggetto del Popolo di Dio in pellegrinaggio”.
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Vicenzo Bellomo: Belén espera al papa con gran entusiasmo
Una gran espera se vive en estas horas por la Santa Misa que el Papa celebrará el 13 de mayo en la Plaza del Pesebre de Belén. Vicenzo Bellomo, laico fidei donum de la diócesis italiana de Mazara del Vallo, está aquí desde hace tres años como responsable de los proyectos de asistencia social de la Custodia de Tierra Santa en el territorio de Belén.
“La visita a Belén -explica- es la visita a un territorio cerrado y rodeado, de aquí sólo se puede salir con los permisos. Es un poco como visitar a los encarcelados, aunque se trate de un sitio muy especial”.
“Hay una espera muy hermosa – relata Bellomo- con un gran entusiasmo y una gran confianza en este Papa, que consigue venir Tierra Santa al principio de su pontificado. Se esperan de él palabras de verdad muy fuertes sobre Gaza y sobre la situación de los cristianos aquí”.
Actualmente en el territorio de Belén viven alrededor de 15.000 cristianos, de los cuales 6.000 son latinos, es decir, católicos.
“Los problemas económicos son relevantes -explica Bellomo – porque Belén ha sido siempre satélite de Jerusalén desde el punto de vista laboral; los trámites para los permisos necesarios son tan complicados, que incluso quienes no han perdido el trabajo tras la segunda Intifada han tenido que renunciar, con graves repercusiones para la situación de las familias”.
En los últimos tiempos, sin embargo, se advierten algunas señales de recuperación: “las peregrinaciones han vuelto a empezar y se han reavivado, en consecuencia, las actividades ligadas a la acogida de los peregrinos y al artesanado con madera de olivo, que son los únicos recursos del territorio”.
Bellomo espera que la gran esperanza de los palestinos, también de los no cristianos, por la visita del Santo Padre no sea desilusionada por los pocos sitios disponibles para participar en las celebraciones.
“La Plaza del Pesebre -explica- no puede acoger a más de 5.000 personas, es decir una tercera parte de los cristianos, sin tener en cuenta a los musulmanes y los judíos que también habrían querido estar presentes. En la misa de Jerusalén, además, muchos sitios han sido reservados para las delegaciones extranjeras pero éstas, a diferencia de los palestinos, pueden encontrar al Papa en otras ocasiones”.
Bellomo quiere dirigir un agradecimiento especial a Benedicto XVI “por su valor al emprender esta visita en un momento en el que, por muchas razones, parecía desaconsejable”.
Famiglia Fidei Donum veronese inviata a Sao Luis – Brasile
Bel video che presenta la vita semplice e ricca di testimonianza di una famiglia Fidei Donum italiana in Brasile.
http://www.youtube.com/watch?v=B8sg6z8bv60
Umberto Pecchio e i pozzi del Cameroun
Umberto Pecchio, nato a Taino (VA), classe 1966, si trova in Camerun dal 2003 attualmente presta il suo servizio missionario nella Fondazione Betlemme di Mouda nel nord del Camerun promossa dal padre Danilo Fenaroli del PIME.
Umberto, che partecipa all’ALP (Associazione Laici Pime), lavora come responsabile del settore pozzi tradizionali.
Il Nord del Camerun, ‘dove i pozzi sono la vita’ è caratterizzato da lunghe stagioni secche, intervallate da sempre più brevi stagioni delle piogge.
Le popolazioni, pur con lingue e costumi diversi, hanno un unico obiettivo: l’acqua.
Essa è ‘vita’, non solo per le persone che la utilizzano per bere, cucinare, lavarsi, ma anche per la vegetazione, il bestiame, l’agricoltura. Leggi il seguito di questo post »
Notizie da Huacho: Il lavoro di un laico missionario
Carissimi amici ed amiche,
in questa lettera non vi scrivo di me, ma di un’altra persona, che sta vivendo con me dal gennaio scorso (foto).
Si chiama Massimo Merli, 36 anni, di Velasca. (Vimercate, MI)
Molti di voi lo conoscono già, per altri sarà una novità sapere che la diocesi di Milano non invia solo sacerdoti, ma anche laici Fidei Donum.
Com’è la giornata di Massimo qui a Huacho? Evidentemente non c’è uno standard unico, perchè la vita è molto varia da queste parti.
In ogni caso comincia con le lodi e la messa e, dopo questa condivisione con il Signore che è proprio necessaria, di corsa al lavoro nelle comunità della nostra periferia.
Il progetto principale riguarda il doposcuola, con tre sedi da coordinare per dare ai ragazzi più svantaggiati ambienti dove essere assistiti nei loro progressi scolastici.
Inoltre Massimo si è inserito molto attivamente nella pastorale giovanile parrocchiale e diocesana, animando e organizzando incontri ed iniziative per e con i giovani.
Però come vi dicevo non mancano gli imprevisti, come ad esempio gli incendi che hanno devastato in questi mesi varie casupole di periferia: Massimo è stato in prima linea a prestare soccorsi e a coordinare gli apporti di varie istituzioni compreso il comune e la protezione civile.
All’inizio del mese gli ho chiesto: quando ti prendi qualche giorno di vacanza?
La risposta è stata: adesso non posso, perchè stiamo programmando una campagna per iscrivere nei registri pubblici bambini e giovani che non hanno documenti e quindi sono esclusi da tutti i servizi sociale ed educativi.
Detto-fatto: la campagna è in pieno svolgimento con la collaborazione piena dei giovani e del gruppo Caritas parrocchiale.
Chissà se in novembre ci sarà tempo per un po’ di riposo, mi domando in silenzio.
In ogni caso sono contento di percepire come lo Spirito di Dio soffia tra gli uomini di oggi in maniere così belle e comprensibili.
don Ambrogio Cortesi