Archivio per Settembre, 2009

Ricordo di don Ruggero Rugoletto in diocesi di Padova


Intervento di don Valentino Sguotti in memoria di don Ruggero Ruvoletto durante l’Assemblea missionaria diocesana Padova 20 settembre 2009 presso il Seminario minore Rubano

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I sogni evangelici di una famiglia Fidei Donum


La famiglia Annechini, Fidei Donum della diocesi di Verona, sta svolgendo il suo servizio missionario a Sao Luís, in Brasile.
In questo bel video presenta i suoi sogni, freschi e profumati di vangelo.
E tu, di che sogno sei?

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Ultima intervisata a don Ruggero Ruvoletto e notizia della morte

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Domani a Padova i funerali di don Ruggero

Ultimo saluto domani nella cattedrale di Padova per don Ruggero Ruvoletto, il sacerdote fidei donum, ucciso a Manaus, in Brasile, lo scorso 19 settembre. Il funerale sarà celebrato dal vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, e da altri cinque vescovi provenienti dal Brasile.
A Vigonovo, comune di origine di don Ruggero, alle 16 di domani si terrà un’altra celebrazione presieduta da mons. Francesco Biasini, vescovo di Pesqueira, subito dopo la sepoltura.
Per stasera è prevista una veglia di preghiera organizzata dal Centro missionario diocesano nella cattedrale di Padova, dove è stata allestita la camera ardente.
Domani sera, il comune euganeo renderà omaggio a don Ruvoletto nel corso del consiglio comunale, “un’occasione – ha detto l’assessore Claudio Piron – per dare il giusto riconoscimento a questo fratello-amico, per dirgli grazie di quanto ha fatto per il mondo giovanile e raccogliere il testimone del suo operato”. Lo stesso assessore ha annunciato che il concerto “Play the voice”, in programma il 9 dicembre al teatro Verdi di sarà dedicato a don Ruggero.
Le indagini. Intanto sono due le piste battute dagli inquirenti per spiegare l’omicidio del sacerdote: una rapina finita male ma anche un’esecuzione per intimidire la Chiesa locale. Al momento, sono tre le persone fermate.
Fonte: Radio Vaticana

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Dieci anni dalla morte di don Erminia Cazzaniga

Suor Erminia Cazzaniga, canossiana, originaria di Sirtori, in provincia di Lecco, ha trascorso gli ultimi 39 anni della sua vita a Timor Est, dove il 27 settembre 1999 è stata uccisa da un gruppo di miliziani filoindonesiani, mentre con una consorella ed altre sette persone stava portando aiuti umanitari ai rifugiati di Los Palos, un piccolo paesino nell’interno dell’isola. Scriveva nella sua ultima lettera al parroco: “Carissimo, come saprai dalle notizie siamo in piena guerra…Gruppi formati e appoggiati dai militari infestano e distruggono il paese…La nostra missione oggi è non solo di aiutare, ma come dice S.Paolo, di piangere con chi piange, condividere con chi è nel bisogno, e dare tanta speranza e fiducia in Dio Padre che non abbandona i suoi figli… La Madonna, madre di Gesù e madre nostra, interceda e ottenga dal suo divino figlio, il miracolo dell’unità, della pace e dell’amore reciproco”.
Suor Erminia era superiora delle canossiane di Manatuto, una città tra Baucau e la capitale Dili.
A richiesta dei familiari, le sue spoglie sono tornate in Italia per essere inumete nel paese natale.

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Ogni volta che un innocente viene ucciso, Dio piange


Il vescovo di Pesqueira mons. Biasin ricorda don Ruggero Ruvoletto tra lacrime e sorrisi.
Ogni volta che un innocente viene ucciso, Dio piange“.
Video a cura di Micaela Faggiani.

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Agenzia Adital ricorda don Ruggero Ruvoletto (in portoghese)

Mi è arrivato per email questo bellissimo articolo, sull’addio di don Ruggero Ruvoletto a Manaus e sui probabili motivi della sua esecuzione, legata alle prese di posizione contro la violenza ed il traffico di droga. Vorrei fare un link all’originale, ma siccome non lo trovo, lo riproduco per facilitare la diffusione di buone notizie su questo nuovo martire.

Calaram mais um profeta na Amazônia

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Un giovane Fidei Donum di Malta ci ha lasciato con il suo sorriso

E’ spirato lunedì 31 agosto, stroncato dal tumore con il quale stava lottando da un anno e mezzo. Era ilgiovane sacerdote di Malta don Joshua Muscat. Ora il suo corpo riposa nella cappella del piccolo cimitero di Nadur, il suo paese, sulla cresta di una collina dell’isola di Gozo.
Ordinato sacerdote nel giugno 2007 don Joshua arrivò a Nichelino nel settembre dello stesso anno. Le circostanze che lo portarono qui in mezzo a noi fanno parte integrante del mistero di cui sopra. Il Vescovo di Gozo generosamente lo mandò “fidei donum”, in soccorso alla comunità parrocchiale di SS. Trinità.

La commovente testimonianza questo sacerdote morto a soli 27 anni si trova in nichelino.com

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Don Ruggero Ruvoletto vittima della violenza a Manaus

ruggero_rugolettoBreak News. – Don Ruggero Ruvoletto (52 anni), fidei donum della diocesi di Padova, è stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco alla testa, nella sua parrocchia alla periferia di Manaus, capitale dello stato di Amazonas nel nord del Brasile. Lo hanno reso noto fonti della polizia brasiliana. In base alle prime ricostruzioni, la polizia propende per l’ipotesi di un tentativo di rapina, anche ritiene “ancora prematuro” parlare di indizi sulle cause dell’omicidio. Sembra però che i delinquenti che erano entrati in casa, al versi scoperti non hanno esitato a sparare.
L’uccisione di padre Ruvoletto – che era parroco della chiesa di Santa Evelina, un sobborgo alla periferia della capitale amazzonica Manaus – risalirebbe alle 06:30 locali di stamani (le 11:30 in Italia).
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La pastorale giovanile in zone agricole e le migrazioni per studio

Testimonianza di don Alberto Dell’Acqua, Garoua, Cameroun
Le difficoltà di una pastorale giovanile in una zona agricola nella quale i giovani aspirano alla città con i suoi studi superiori. Cosí in Cameroun, come in molte altre parti del mondo.

In questo periodo sto salutando un po’ di giovani che mi hanno dato un grande aiuto in questi 3 anni e mezzo e che ora partono per altri lidi (non preoccupatevi, non ve li mando in Italia sui barconi!): proprio ieri ho salutato anche Jean-Paul, il responsabile dei giovani della parrocchia che parte per l’università di Yaounde per iscriversi alla Facoltà di Legge. La “fuga” continua di giovani dalla nostra città ha infatti come una delle cause principali quella della mancanza di un’università nella regione del Nord (insieme a quella degli spostamenti repentini dei loro genitori – molti dei quali funzionari dello stato – a motivo del lavoro) : chi ottiene il proprio “BAC” (il “baccalaureato”, leggi: nostro diploma di maturità) è “costretto” a partire per il Centro, il Sud o l’Estremo Nord. Questo fa in modo che anche la pastorale dei giovani in città ne risenta molto: ogni anno bisogna ricominciare quasi sempre daccapo. Ecco un esempio: alla formazione dei responsabili dei giovani della città appena conclusa, i volti di quasi la metà dei giovani che mi daranno una mano nel proporre delle attività agli altri giovani il prossimo anno erano nuovi e oltre Jean-Paul, molti altri sono venuti a salutarmi prima di partire per la loro prima grande “avventura” lontano da Garoua;

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